di Arnald

Parliamoci chiaro cari precari: la scuola non serve a niente.

L’istruzione è un danno che ci portiamo dietro per tutta la vita. Imparare a pensare, ci obbliga a sostenere il peso della ragione, il dramma di capire quanto questo Paese possa odiare i suoi cittadini più giovani. Non sarebbe meglio uscire dall’asilo e non incontrare mai un libro di testo? Un’interrogazione? Un voto? Non sarebbe bellissimo, non avere a che fare con professori pezzenti che provano a insegnarci che la vita è fatta di diritti? Voglio dire, quando hai imparato a usare il telecomando per il televoto, a tracciare una X per firmare o votare, a usare la carta di credito (perché non si chiama carta di debito?) per la tua spesa e tutti i vizi che inventano ogni giorno per farti indebitare, che altro ti serve sapere? Fidatevi del vostro ministro Mariastella Gelmini: meglio vivere felici e ignoranti. Come lei. – Arnald

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