Una protesta breve, ma efficace, capace di bloccare per qualche ora l’aeroporto di Cagliari e di portare a galla un malessere. Intorno alle 15 un centinaio di extracomunitari ospitati nel centro di prima accoglienza nell’aeroporto “Mario Mameli” di Elmas (Cagliari) ha scatenato una ribellione contro la loro condizione di “reclusi” mentre un gruppo ha tentato la fuga. Le forze dell’ordine sono subito intervenute per placare i disordini e recuperare i fuggitivi. Per precauzione l’Enac aveva fatto chiudere lo scalo fino alle 22, ma ha potuto riaprirlo dopo tre ore dall’annuncio. Undici voli sono stati cancellati (sette in partenza e quattro in arrivo), mentre quattro aerei in fase di atterraggio sono stati dirottati verso Alghero e Olbia. Dieci fuggitivi sono stati arrestati con l’accusa di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

Circa quaranta immigrati avevano occupato la palazzina in cui abitano, situata nella zona militare dello scalo, mentre circa dieci algerini si sono calati dalle finestre per raggiungere il cortile, scavalcare le recinzioni del centro e tentare la fuga.

Le forze dell’ordine presenti nell’aeroporto, Polaria, polizia di frontiera,squadra mobile della Questura e carabinieri, sono subito intervenuti per riprendere gli extracomunitari in fuga e per placare la sommossa in corso nell’edificio. Dopo aver lanciato lacrimogeni, gli agenti sono riusciti a entrare nello stanzone in cui erano radunati i manifestanti. Gli immigrati erano dietro una barricata che avevano realizzato. Quando i poliziotti hanno rimosso gli ultimi ostacoli e sono entrati tutti hanno sollevato le mani in aria in segno di resa. La polizia ha poi iniziato a controllare l’edificio per identificare e contare tutti gli ospiti del centro. All’appello ne mancavano sette.

È la terza rivolta degli extracomunitari rinchiusi nel cpa nell’arco di undici giorni. Il primo ottobre scorso alcune decine di ospiti extracomunitari avevano appiccato un incendio a materassi, cuscini e arredi al secondo piano dell’edificio dopo aver manomesso le telecamere di videosorveglianza. Quattro giorni dopo la scena si era ripetuta al primo piano. Già a giugno alcuni algerini protestarono contro la loro reclusione ingerendo dello shampoo, mentre il 16 agosto otto extracomunitari avevano tentato la fuga.

All’origine delle due rivolte il tentativo di impedire il trasferimento di alcuni ospiti in un altro centro. Nei giorni scorsi 142 clandestini – soprattutto tunisini e algerini – sono salpati nalle coste dell’Algeria e, dopo un viaggio di 200 km in mare, sono sbarcati sull’isola. Molti di loro sono stati trasportati nel cpa, dove fino a oggi erano ospitati 102 uomini.