Mancano ventiquattro ore alla messa in onda di Annozero. Titolo della puntata: “Scacco al premier”. Questa l’unica certezza. Il resto è un continuo tentativo della Rai di mettere i bastoni tra le ruote a Michele Santoro. Con i vertici Rai che oggi non hanno presenziato alla rituale conferenza stampa di presentazione del programma. Ma non solo. Perché tra i tanti inciampi creati ad hoc dall’azienda ci sono i ritardi nei contratti a giornalisti e troupe, ma anche a Marco Travaglio e Vauro. Senza dimenticare il bavaglio agli spot di presentazione della trasmissione, promessi su tutte e tre le reti e trasmessi solo su Rai Due . Per non parlare dell’ormai leggendario “codice Masi” per incravattare la trasmissioni.

La conferenza stampa di oggi è stata così l’apoteosi della campagna contro Annozero. Tutti assenti ingiustificati a viale Mazzini dove non si è visto nemmeno un vicedirettore. L’anno scorso almeno si presentò un recalcitrante Massimo Liofredi, direttore di Rai Due, che ammise: “Se fosse per me Annozero non la manderei neanche in onda”. Quest’anno il segnale appare ancora più chiaro e va ad aggiungersi a quelli arrivati nei giorni scorsi. Comunque sia, Santoro è partito all’attacco: “La mia autonomia è garantita dal contratto che ho con la Rai”.

Si passa poi ai colpevoli ritardi ai giornalisti e cameramen. Non un particolare visto che a queste condizioni, il gruppo, tornato in redazione a fine agosto, non ha potuto giarre nemmeno un’immagine fino almeno a metà settembre.

E ancora: quest’anno il servizio pubblico, eccezion fatta per qualche passaggio sulla seconda rete, non ha mandato in onda gli spot che annunciano il ritorno del programma. Il direttore generale della Rai Mauro Masi ci aveva già provato l’anno scorso. Ma dopo un braccio di ferro e soprattutto dopo una campagna virale su Internet in cui gli spot con Vauro e Travaglio spopolarono in rete, dovette cedere e mandarli in onda anche su Rai Uno e Rai Tre. Quest’anno niente, tre passaggi serali sulla seconda rete e punto. Questo nonostante il nuovo spot di Vauro sullo “Spazio Santoro” sia diventato un cult sul web nel giro di poche ore.

Ma soprattutto a ostacolare Santoro, c’è la famosa circolare del direttore generale: “il codice da Masi”. Il documento intima ai conduttori dei talk di approfondimento politico una serie di regole in nome del “pluralismo e del contraddittorio”. Dal pubblico alla imparzialità del conduttore fino agli ospiti. Secondo la nota di viale Mazzini “non deve essere prevista in alcun modo la presenza in studio del pubblico come parte attiva, in linea di principio neppure con applausi. La selezione del pubblico deve essere affidata alle competenti e preesistenti strutture aziendali”. Secca la replica di Santoro: “Non accettiamo ingerenze esterne, perché la libertà di espressione è un diritto garantito dalla nostra Costituzione”. Rispetto alle regole del pluralismo, per il conduttore di Annozero “il contraddittorio ci sarà sempre, anche a Travaglio”. Dopodiché ha precisato che l’unica parte del programma senza risposte è quella in cui Vauro legge le sue vignette, “perché alla satira non si replica mai”.

Secondo il “codice”  potranno entrare negli studios solo i figuranti. Ma a preoccupare Masi non è sicuramente chi applaude e chi no, nemmeno la tanto evocata “terzietà” del conduttore. Dopo Santoro, la sua ossessione ha un nome e un cognome: Marco Travaglio. La circolare recita che “l’individuazione e la gestione anche degli opinionisti e dei tecnici di settore, devono anch’essi essere individuati secondo i medesimi principi di pluralismo e di contraddittorio”. Detto in altre parole, Annozero deve trovare qualcuno che faccia da controcanto agli editoriali di Travaglio. A tale riguardo il direttore generale ha detto che se un programma “esprime sempre e comunque una posizione ‘giustizialista’ alla Travaglio, dovrebbe essere in grado di esprimere anche una posizione ‘garantista’, alla Vittorio Sgarbi”.

L’idea piace anche allo stesso Sgarbi. per questo domani sarà a Roma.  Al momento né Travaglio né Vauro hanno ancora firmato il contratto. Era già successo l’anno scorso. Ma allora Travaglio andò in onda comunque come ospite. Così sarà anche domani, vedremo quanto a lungo.

Nonostante i continui sgambetti, domani il talk sarà regolarmente in onda in prima serata su Rai Due. E la scaletta arriverà, con buona pace di Masi, il giovedì pomeriggio. “Io non ho paura”, ha detto Santoro. Masi, al contrario, sembra averne sempre di più. Vedremo cosa saprà inventarsi per la seconda puntata di Annozero, che andrà in onda il 30 settembre, il giorno dopo dell’intervento di Berlusconi in Parlamento in cui andrà in scena il redde rationem con i parlamentari di Futuro e libertà.

di Eleonora Lavaggi