Nomadismo: i rom e i sinti non sono geneticamente nomadi. Si spostano perché non trovano le condizioni per sopravvivere. Dal loro apparire in Europa sono sempre stati perseguitati. Cito solo alcuni esempi: la Serenissima Repubblica di Venezia nel 1558 stabilisce che gli zingari possono essere uccisi senza pena; nei Paesi Bassi si richiede l’intervento dell’esercito per sterminare gli zingari; in Danimarca si organizzano battute di caccia allo zingaro.

I rom e i sinti non sono nomadi per istinto o cultura a meno di non essere d’accordo con i medici nazisti che sostenevano l’infondata presenza nel sangue zingaro del terribile Wandertrieb, il gene dell’istinto al nomadismo.

 Gli zingari rubano per cultura: I rom e i sinti che rubano lo fanno in quanto ladri e non in quanto rom e sinti. Alcuni zingari rubano come alcuni siciliani sono mafiosi. Il problema è che sui giornali vanno solo quelli che delinquono. Chi parla di professori universitari, di scrittori più volte in odore di Nobel, di laureati, di impiegati comunali, di star della tv, di graduati delle forze dell’ordine, di calciatori e della tanta brava gente rom e sinta che vive del sudore del proprio lavoro? Nessuno. Loro non fanno notizia, ma devono pagare per una strumentale o ignorante generalizzazione.

 Gli zingari rubano i bambini: la ricerca commissionata all’Università di Verona Dipartimento di Psicologia e Antropologia culturale, cerca di fare chiarezza sull’argomento. Prende in esame il periodo tra il 1986 e il 2007, fa il giro delle Procure italiane e nota come a ogni presunto rapimento non corrisponda una condanna. Cioè non esiste nessun caso in cui sia avvenuta una reale sottrazione del bambino.

Certo è, invece, che il governo svizzero dal 1926 al 1972 “rubò” per legge agli zingari i figli dandoli a famiglie affidatarie svizzere. Anche i cognomi vennero cancellati per impedire possibili e futuri ricongiungimenti.

 I bambini zingari non vanno a scuola: ognuno potrà fare chiarezza su questa affermazione andando ad appostarsi fuori da un campo nomadi. Basterà arrivare verso le ore otto del mattino per vedere quanti bambini con zainetto in spalla si avviano a scuola. Saranno in molti a restare stupiti e a fidarsi un po’ meno di banali luoghi comuni.

Per quanto riguarda il profitto scolastico dei bambini rom e sinti si può concludere che non è né più, né meno desolante di quello dei figli dei non zingari.

 Rom e romeno: non sono sinonimi. L’assonanza è puramente casuale. Ragionando così nei Paesi di lingua tedesca, dove i rom sono chiamati Roma, i non zingari sarebbero legittimati a pensare agli zingari come a dei romani emigrati nel loro Paese.

In Romania ci sono 2.000.000 di rom perché per quattrocento anni venivano venduti nelle pubbliche piazze come schiavi e le donne come scaldaletto.

 Campi nomadi: esistono solo in Italia. Nel resto del mondo i rom e i sinti vivono in appartamenti come tutti o, se sono estremamente poveri, sotto i ponti o in bidonville. Il campo nomadi messo in piedi dallo Stato è una caratteristica solo italiana.

Quando Sarkozy parla di sgombero di campi nomadi si riferisce a bidonville e non ai campi nomadi che conosciamo in Italia.