Leggiamo ormai da tempo che il presidente del Senato, avvocato Schifani, ha intentato un giudizio civile contro un giornalista de Il fatto quotidiano che aveva ricostruito i suoi passati rapporti professionali, risalenti all’epoca in cui svolgeva l’attività di avvocato a Palermo, evidenziandone alcuni aspetti poco commendevoli. Il presidente del Senato ritenendoli non veri o comunque lesivi per la sua immagine ha chiesto 700/800 mila euro di danno alla immagine.

Non entrerò nelle questioni relative ai fatti, aspettando con curiosità il giudizio dei magistrati.

Al di là dei profili di opportunità (è davvero opportuno per il Paese che il presidente del Senato citi in giudizio un giornalista che lo critica?), mi vorrei soffermare sulla quantificazione del danno.

Una prima riflessione attiene allo stile.

Perché non chiedere un risarcimento meramente simbolico? Certamente il presidente Schifani non è una persona bisognosa, ed a mio avviso se avesse chiesto un risarcimento “nummo uno”ci avrebbe guadagnato l’immagine della presidenza del Senato. Ma ognuno ha la propria sensibilità istituzionale, e la mia, evidentemente, è diversa.

Una seconda riflessione, più tecnica, attiene alla proporzione.

Da tempo il tema dei danni non patrimoniali è oggetto di discussioni legislative e giurisprudenziali che vedono contrapposte, tra le altre, le tesi delle compagnie delle assicurazioni (che tendono sempre a non pagare o a pagare il meno possibile) a quelle di molti altri giuristi più attenti ai diritti dei cittadini. Ciò ha portato con il tempo ad una diminuzione costante delle somme risarcite, specialmente in materia di sinistri stradali. In particolare, è ormai applicato in modo pressoché unanime il metodo delle tabelle per il danno biologico, le quali prevedono parametri predeterminati per il risarcimento del danno alla salute (in parte previsti ex lege).

Tra le tante, quelle del tribunale dove ha sede il Senato (trib. Roma, anno 2010, decreto n. 3942 del 10 aprile 2010), prevedono che in caso di lesione alla salute che importi il 99% dei punti di invalidità (oltre c’è solo la morte) il quantum del risarcimento di un uomo a metà della sessantina (762.968,18 euro) corrisponde circa alla somma che il presidente avv. Schifani ha richiesto a titolo di danno alla immagine. Allora, mi chiedo, non sarebbe bene aumentare l’entità del risarcimento dei danni alla salute che le assicurazioni (con buona pace dei loro bilanci) pagano in caso di incidenti, facendo le debite proporzioni con il valore del danno alla immagine (in questo caso del presidente Schifani)?

A meno, ovviamente, di non voler considerare esagerata e temeraria la pretesa quantificatoria del presidente Schifani, ma questa è un’ipotesi che non va nemmeno presa in considerazione: non farebbe onore alla carica che riveste e si presterebbe alla malizia di chi vuole vedere nella sua azione giudiziaria involontarie conseguenze dagli effetti intimidatori.

Aspettando il verdetto dei Giudici, mi auguro quindi che il presidente del Senato dimostri una sensibilità verso il tema della quantificazione dei danni non patrimoniali (specie quelli che vengono risarciti dalle assicurazioni) pari almeno a quella che ha dimostrato riguardo alla tutela della propria immagine, e mi chiedo con giuridica curiosità … quanto vale il presidente Schifani?