Chissà come si saranno sentiti i magistrati italiani,sopratutto quelli delle Procure di frontiera nel contrasto alle mafie nell’apprendere,dalla viva voce,del Presidente del Consiglio impegnato in un conclave internazionale,che i giudici italiani sono addirittura dotati di poteri illimitati e che,attraverso questi, mettono a rischio la governabilità dell’Italia.

Chissà cosa avranno pensato alla Procura di Reggio Calabria,impegnata nell’attacco frontale allo strapotere della ‘Ndrangheta,dopo 3 attentati subiti in 3 mesi.

Certamente avranno pensato di essersi clamorosamente sbagliati e di non essersi accorti che l’informatizzazione di tutti i dati delle indagini coordinati e intrecciati con quelli delle altre Procure italiane sulle loro delicatissime indagini sia oramai una realtà modernissima e operativa della quale, distratti dal contrasto alla governabilità, non si erano accorti, così come non avevano percezione del fatto evidente che di risorse economiche per il funzionamento degli uffici, per la benzina delle blindate o anche per le fotocopie degli atti ne avevano disponibilità illimitata, così come per gli straordinari degli agenti di polizia.

Distratti dai loro superpoteri non si erano resi conto che nelle sedi decentrate c’era un’eccessiva presenza di personale motivato e professionalmente adeguato..

Così come sarà rimasto altrettanto sorpreso Sergio Lari a Caltanissetta, il magistrato che aveva raccolto gli atti del primo processo sulla strage di via d’Amelio da un garage infestato da topi attraverso la coraggiosa iniziativa dell’unico agente di Pg di cui disponeva e che, su queste solide e incoraggianti basi, aveva iniziato da zero le nuove indagini sulle stragi, scoprendo una colossale opera di depistaggio di pezzi deviati dello Stato, grazie anche ai riscontri oggettivi dati da un pentito importantissimo, Spatuzza.

A dimostrazione dell’ illimitato Potere delle 4 Procure competenti sulle stragi il programma di protezione che tutelasse la piena attendibilità del teste e la sua enorme importanza per ricostruire la verità veniva coraggiosamente bocciato dal sottosegretario Mantovano che, giudicando inattendibile Spatuzza, si guadagnava l’encomio solenne di Berlusconi e dei difensori della governabilità in servizio permanente effettivo.

E poi, cosa avranno pensato i Procuratori della Repubblica di Palermo, Ingroia in testa, che irriducibilmente dal ’92 cercano verità e giustizia sulle stragi e non si sono mai fermati davanti a nessun potere o governo, in una storia fatta di servizi, piste deviate, sangue, sparizioni di prove, intrighi e veleni?

Presi com’erano a rendere l’Italia ingovernabile, hanno dimenticato i super poteri di cui sono dotati e non si sono serviti di uomini, mezzi, sostegno politico, collaborazione che il Governo ha sempre loro generosamente assicurato.

Stessa storia per chi ha osato pensare che Verdini, Cosentino, Dell’Utri, Carboni e uno stuolo di magistrati e funzionari infedeli si riunissero per condizionare organi istituzionali o pianificare affari: attraverso i superpoteri anche questi giudici hanno condizionato l’azione di governo di siffatti statisti, bloccando la lungimirante visione del credito agevolato di Verdini e la sensibilità ambientalista e progressista sulle energie alternative di Dell’Utri, Carboni e Cosentino.

Ha ragione Berlusconi: in Italia i problemi sono creati dai giudici, sia al Governo che agli italiani.

Le cricche, la questione morale, le mafie, le verità negate, le logge coperte, le estorsioni alle imprese, l’usura, il bussiness sui rifiuti e sull’energia? Tutte invenzioni dei finiani, dei comunisti e delle toghe rosse…ma meno male che Silvio c’è…