Proprio mentre viene lanciato l’allarme per l’aumento dei casi di usura saliti, al sud, addirittura del 118 % quest’ anno rispetto all’ anno scorso, cercherò di spiegarvi le principali motivazioni per cui una piaga sociale come questa non si riesce a sconfiggere.

Al di là dei proclami del Governo dove viene continuamente sostenuto che la crisi non c’è e che l’ economia va bene, che esistono decreti anticrisi per aiutare le aziende in difficoltà, noi dell’ associazione che ci confrontiamo quotidianamente con questo tipo di realtà, diciamo che è falso.

Lo sanno bene i 1.600 suicidi che ha causa della crisi economica ci sono stati nel 2009 in Italia, lo sanno bene le 80.000 aziende che quest’ anno hanno già chiuso i battenti, ma sopratutto lo sanno bene le organizzazioni criminali che in questa fase critica stanno facendo affari d’ oro.

La legge 108/96, approvata dopo un’ondata di suicidi di imprenditori vittime di usura, contiene una discriminante: tutti coloro che non sono in possesso di una partita iva non possono accedere ai fondi messi a disposizione, dopo avere denunciato l’ usuraio.

Ogni 100 casi di usura 30 riguardano impiegati, casalinghe, pensionati, dipendenti pubblici, e di fatto questi ultimi sono considerati degli usurati di serie B. Pertanto questa fascia di popolazione per motivi a noi occulti non ha diritto a niente. Lo sa bene Claudia Canavesi casalinga di Locate Varesino, che ha denunciato il proprio usuraio. Ora il signore vive nella sua casa. Claudia Canavesi non ha diritto ai fondi, mentre gli altri 50 imprenditori che con coraggio dopo la sua denuncia hanno inchiodato lo stesso usuraio, loro questi fondi li avranno. Claudia Canavesi per vivere dopo la denuncia è costretta a prostituirsi per sfamare i propri figli. Questa è una delle cause della mancanza di denunce.

Il restante 70%, composto da imprenditori, artigiani, liberi professionisti, piccole e medie imprese e che ha la fortuna di possedere una partita iva, può accedere ai fondi previsti dalla legge 108/96. Ma ci accede con tempi biblici: mediamente dai 2 ai 5 anni. Secondo effetto della mancanza di denunce. In Italia non esiste nessun organismo istituzionale in grado di sostenere economicamente un imprenditore o un impiegato che decide con coraggio di denunciare i propri usurai. Di fatto queste persone che sono devastate da anni di fuoriuscite indebite di denaro e si ritrovano nel momento in cui decidono coraggiosamente di affrontare la denuncia da soli, senza soldi, senza mangiare e con la solitudine istituzionale che li circonda.

Nel nostro paese non vi è un’adeguata campagna di informazione e di incentivo alla denuncia. Di contro c’è una continua pubblicità per i nuovi giochi del lotto. Conclusione: viene fatto passare il messaggio mediatico che va tutto bene e che si può anche arriavare a proporre un casinò in ogni regione italiana.

Intanto la gente muore, muore di solitudine, muore di fame e muore di vergogna. L’ usura in Italia è causata dalla lobby affaristica delle banche. Loro sono la causa principale di questa piaga sociale. E sempre loro sono che con parametri da loro stessi inventati come il rating, il crif, Basilea 2 e Basilea 3, stanno facendo una selezione naturale delle nostre aziende, soffocando di fatto l’ economia e spingendo sempre di più le aziende in difficoltà a rivolgersi a canali alternativi illegali per sopravvivere.

La rivoluzione che dobbiamo fare, la strada da percorrere è far comprendere ai nostri politici devono cambiare le regole e le leggi e imporre alle banche che i soldi non si danno a chi li ha ma a chi vuole costruire con il proprio lavoro un’Italia produttiva. Solo così forse i morti diminuiranno e i 200.000 italiani che ogni anno sono ostaggio dei propri aguzzini finalmente riusciranno a riappropiarsi della loro dignità salvando la propria azienda,la propia vita,la propia famiglia.