Niente Udc. Si va avanti. E così l’incubo delle elezioni è stato allontanato. Per gentile concessione di Umberto Bossi che in questo modo mostra la sua forza all’interno della maggioranza. Maggioranza che oggi è composta non più da tre partiti, bensì da quattro, come non manca di sottolineare il presidente dei deputati di Futuro e libertà Italo Bocchino. “Le parole di Bossi sul voto anticipato sono più che condivisibili, non c’è ragione di andare alle elezioni anticipate. La maggioranza ha gli stessi voti della prima fiducia, solo che ora i soggetti che la formano non sono piu’ tre ma quattro: Pdl, Fli, Lega e Mpa. E’ velleitario sostituire Fini con Casini”.

I finiani, dunque, vanno avanti e incassano iol risultato del vertice come una mezza vittoria. “Noi garantiamo la nostra fiducia sul programma di governo fino all’ultimo giorno di legislatura così come siamo pronti a discutere di altri temi secondo le prerogative dei parlamentari ma non a subire aut aut”, dice Bocchino che poi aggiunge: “E’ velleitaria l’idea di qualcuno dell’entourage di Berlusconi di voler sostituire Fini con Casini e va contro la volontà dell’elettorato – spiega ancora Bocchino – . Sostituire Fini con Casini, come forse pensava di fare qualcuno, non interessa a Casini e non interessa neanche alla Lega”. Prosegue il finiano: “Diverso sarebbe un ragionamento ‘tatarelliano’ di allargare la maggioranza a quell’area moderata che rappresenta il 65% degli italiani  in quel caso se ne può discutere ma non sarebbe una novità. Lo stesso Berlusconi lo ha proposto a Casini che gli ha detto no, a Rutelli che gli ha detto no e ultimamente a Riccardo Villari, senatore rimasto deluso dal Pd. Ecco, nel caso Berlusconi volesse allargare la maggioranza senza rinunciare a chi è stato votato dall’elettorato, se ne può discutere”.

Soddisfazione arriva anche dallo stesso Lorenzo Cesa. “Finalmente – commenta il segretario dell’Udc – sembra calare il sipario sul teatrino della politica alimentato nel mese di agosto dalle convu lsioni del Pdl. E’ positivo che si sia accantonata la scorciatoia delle elezioni anticipate, vera e propria fuga dalle responsabilità di governo. Per quanto ci riguarda, continuiamo sulla strada intrapresa, che ha dimostrato efficacia politica e serietà istituzionale”. Quindi conclude: “L’opposizione repubblicana non puoò concorrere allo sfascio dell’Italia, ma all’assunzione di provvedimenti utili ai cittadini: niente sconti per le leggi che non servono e appoggio agli interventi necessari per il Paese”.

“Dalla riunione del Presidente Berlusconi con la Lega emerge l’intento positivo di continuare a governare tenendo conto del voto del 2008 e dei gravissimi problemi che si ripropongono a livello dell’economia internazionale”. Non ha dubbi il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, il quale rimanda la palla dall’alatra parte del campo, ovvero in quello di Futuro e libertà. Dice: “A questo punto si vedrà il senso di responsabilità dei finiani, fermo rimanendo l’esistenza di significative valutazioni politiche diverse su una serie di questioni. In questo contesto l’Udc rimane all’opposizione, ma certamente si deve prendere atto che essa ha una impostazione assai diversa da quella dell’Italia dei Valori e del Partito Democratico e che ciò potrà consentire la convergenza su alcuni temi molto significativi”.