Nel prossimo mese di ottobre si svolgerà a Reggio Calabria la 46° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. E’ un’occasione, ultimamente con periodicità irregolare, in cui i cattolici italiani, sotto la guida della gerarchia ecclesiastica, si confrontano con l’attualità politica e sociale del Paese.

Il tema assegnato quest’anno (Cattolici nell’ Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese) potrebbe suonare come un appello alla coscienza dei cittadini e un grido di speranza dell’Italia laica e cattolica caduta da ormai 15 anni nella trappola di Berlusconi e della sua cricca. Tuttavia non sembra corrispondere al probabile appello e al comprensibile grido di speranza la scelta di offrire ai maggiori rappresentanti dell’attuale classe politica il palcoscenico di una delle prime manifestazioni pubbliche e ufficiali della Settimana. Il 20 luglio scorso, infatti, mons. Arrigo Miglio, presidente del Comitato organizzatore e autorevole rappresentante della CEI, a Palazzo Giustiniani, ha consegnato il Documento preparatorio della Settimana al Presidente del Senato Renato Schifani e ai parlamentari Pierferdinando Casini, Pierluigi Bersani, Roberto Cota, Gaetano Quagliariello e Francesco Rutelli. Ci potevano essere mani migliori cui affidare quell’ agenda di speranza per il futuro del Paese?

Nonostante tutto, i cattolici italiani, credenti ma increduli, sperano sempre di vedere la gerarchia della loro chiesa capace di spezzare i vincoli di interesse e le compromissioni con l’attuale classe politica. Qualche segnale di grazia ricevuta –ma restano ancora increduli- hanno cominciato a leggerlo sul quotidiano dei vescovi Avvenire, che, finamente, ha saputo definire crisi soprattutto etica quella nella quale il berlusconismo ha trascinato il Paese. E che questo Paese governato da Berlusconi e dalla cricca dei suoi amici è un paese senza classe dirigente.

Un vescovo intelligente e navigato, che preferisce rimanere anonimo, ha commentato: “dopo la convivialità in casa Vespa del card. Bertone con Berlusconi e nonostante gli affari del card. Sepe con gli amici dello stesso premier, anche la Chiesa italiana forse sta uscendo dalla maggioranza nella quale, sedotta da Berlusconi e complice il card. Ruini si era cacciata. Ora si dia da fare per risvegliare la rivolta morale degli italiani stregati e ingannati da Berlusconi”.

Ci saranno altri vescovi, parroci e dirigenti di associazioni cattoliche, capaci di prendere la parola non nel chiuso delle sacrestie ma negli innumerevoli media di cui dispongono per aiutare gli italiani a svegliarsi e a capire?

E non è questo il debito (e la missione) della chiesa nei confronti del Paese?