Scuola | di Andrea Valdambrini
29 luglio 2010
Scuola di ateismo: in Gran Bretagna si può
Il governo Cameron vorrebbe estendere il modello delle "free schools" a tutto il sistema educativo
Britannico, professore nelle università di Oxford e Berkley, autore del best-seller L’illusione di Dio (Mondadori 2007), Dawkins è considerato e una delle voci più autorevoli della cultura laica anglosassone. In passato ha fatto discutere l’iniziativa, da lui ideata, di una campagna pubblicitaria contro la religione, giunta anche in Italia, come anche il recente appello a portare il Papa in tribunale per dare conto dei casi di pedofilia, quando a settembre si recherà in visita pastorale in Gran Bretagna.
Deciso a dare corso ad un piano rivoluzionario per l’istruzione universitaria, il ministro Gove si è dichiarato lusingato per l’apprezzamento da parte del biologo e filosofo di Oxford: “Una delle cose più sorprendenti che ho letto di recente è stata l’opinione di Richard Dawkins, che sarebbe interessato ad avvalersi della nostra legislazione in materia educativa, stabilendo una scuola su basi esplicitamente atee”. “Non sarei d’accordo con la scelta, ha poi soggiunto, ma il punto è un altro. Con la nostra riforma – liberale nel senso più ampio – si offrirebbe ai cittadini la più vasta possibilità di scelta”.
La legge di riordino dell’istruzione vuole incoraggiare associazioni di genitori e insegnanti a formare le proprie scuole. Definite academies o free schools, le nuove istituzioni sarebbero finanziate dal governo ma autonome nella scelta dei programmi scolastici. Si tratta di realtà presenti in Gran Bretagna, seppur in numero contenuto (circa 200), e quasi sempre improntate a valori confessionali.
Con l’Academies Bill attualmente in discussione in parlamento, il governo Cameron vorrebbe estendere il modello delle free schools a tutto il sistema educativo, tanto da arrivare a creare circa 1500 scuole libere o accademie. Il modello di riferimento oscilla tra quello delle Charter School americane e la Svezia, in cui il governo finanzia, senza condizionarla, la gestione di istituti superiori da parte di gruppi non-profit. A detta dell’opposizione laburista e del sindacato degli insegnanti, però, c’è il rischio che la riforma, creando aree per studenti privilegiati, favorisca il declino degli istituti tradizionali.
Nel mese di giugno il professor Dawkins si era effettivamente mostrato interessato alla riforma Gove. Senza tuttavia voler indulgere alla semplificazione della “scuola atea”. “Non indottrinerei mai i ragazzi all’ateismo, aveva precisato, proprio come non lo farei per la religione. I giovani dovrebbero piuttosto imparare a porsi domande. Li vorrei scettici, critici e di mentalità aperta”.
Libero pensiero in libera scuola, insomma. La critica al dogmatismo – religioso o ideologico – verrà da sé.



Mi sembra più che giusto. Contrapporre alle scuole di chiara matrice religiosa scuole laiche è una questione di equilibrio sociale. In quelle religiose insegneranno la religione in quelle laiche la logica della ragione.
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In Italia il solo pensare ad una scuola atea sarebbe considerato peccato anzi reato! I nostri ipocriti politici, pensando di aumentare consensi, fanno a gara per conservare pezzetti di legno a forma di croce nei luoghi pubblici. Berlusconi e Ratzinger ci hanno portato indietro di 50 anni. Per Una vera democrazie dovremmo aspettare altri 250 anni anzichè 200.
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Non capisco l’utilità visto che in uno Stato laico e libero le scuole pubbliche, in teoria, sono senza confessione religiosa.
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Perchè la fede merita rispetto? (vedi link)
http://www.youtube.com/watch?v=ORJg3L2na_E
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Così come Dawkins detesto ogni forma di indottrinamento e dunque trovo assurdo e contradditorio che una scuola possa ispirarsi a supposti principi atei.
I principi atei non esistono, l’ateismo è semplicemente il logico approdo del pensiero critico.
Sarebbe sufficiente che nelle scuole non si praticasse l’insegnamento di alcuna fede ma sanno bene i custodi del pensiero magico-religioso che, senza allungare i loro metafisici tentacoli sui giovani cervelli in via di sviluppo, difficilmente le loro infantili superstizioni faranno presa su delle menti adulte dotate di scetticismo e spirito critico. Esiste però, a mia giudizio, un modo in cui in cui, in forma innocua, le religioni possono rientrare nell’insegnamento scolastico, è quello illustrato da Ralph Waldo Emerson in un mirabile aforisma: “La religione di un’epoca è l’intrattenimento letterario di quella successiva”
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Scrive Moltimondi: “l’ateismo è semplicemente il logico approdo del pensiero critico”. Io direi: l’ateismo è semplicemente il logico approdo di un pensiero critico ancora immaturo. Infatti, se esistesse un Principio universale, di validità dimostrabile in OGNI disciplina del sapere, dalla Teologia alla Fisica, l’esistenza di Dio sarebbe scientificamente dimostrata e l’ateismo si rivelerebbe solo come una conclusione ERRATA del pensiero critico, e non come il suo “logico approdo”.
Io sto lavorando da vent’anni a questo Principio (la Complementarità degli Opposti); mi manca ancora la sua dimostrazione di validità nella Fisica, ma nessuno può affermare a priori l’impossibilità di realizzarla.
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Il tuo è un non sequitur e pure abbastanza rozzo.
Non sono il primo a ricordarlo in questa discussione ma pare che la gente non afferri i concetti. C’è tanto di dimostrazione formale che dimostra che Dio c’è (Godel), ma alla parola Dio sostituisci “cosa che esiste”, ovvero l’universo, esiste, e dimostra che non siamo in un Matrix. Cosa è o cosa non è il non-Matrix, posso affermare con certezza (proprio perchè non siamo in Matrix) che non puoi e non potrai mai scoprirlo, sempre a causa di Godel. E posso anche affermare con certezza che dal nulla non si può creare nulla, sempre perchè non sono in Matrix.
Ma perchè vi improvvisate tutti scienziati qui? Addirittura conoscitori di ogni disciplina del sapere.
Ma via.
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1 – Né Godel né nessun altro ha dimostrato l’inesistenza di un Principio universale. Anzi, la storia del pensiero non è altro che la storia della ricerca di criteri definitivi di conoscenza.
2 – Dimostrare l’esistenza di un Principio comune a ogni disciplina del sapere non significa conoscere tutto, ma solo crearne le premesse; nello stesso modo in cui dimostrare il “principio di circolarità” della Terra non significa conoscere tutta la geografia, ma solo crearne le premesse.
3 – Matrix non è che la rozza metafora di un mondo, il nostro, che si fonda su un altro mondo che lo trascende: il mondo platonico dei principi ultimi, degli Archetipi, delle Idee divine, cioè di quell’iceberg di cui le leggi matematiche rappresentano la parte emergente.
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Puahhhhhhhhhhh… delusione…
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…anche per me!
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Scusa PieriniCarlo ma è troppo chiedere che, finchè tu non hai concluso le tue ricerche e trovato la prova del “Principio Universale”,nelle scuole pubbliche non si insegnino materie inerenti a spiriti santi, madonne, cristi, papi e padri pii ?
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Su questo hai ragione. Anch’io sono contrario all’insegnamento di una sola religione nelle scuole pubbliche. Mentre sarebbe molto più formativo insegnare STORIA delle religioni. Meglio ancora se fosse storia COMPARATA delle religioni, grazie alla quale un numero crescente di ricercatori hanno evidenziato l’universalità della Complementarità degli opposti, sia come diffusione storico geografica dei simboli corrispondenti (Caduceo, Yin-Yang, Croce, ecc.) sia come dualità strutturale del simbolo in generale, sia come dinamica dialettica tra simbolo e storia della cultura.
Anche in psicologia è stata l’analisi COMPARATA dei simboli (onirici) a far risaltare il carattere dominante della Complementarità degli opposti nell’intera dinamica psichica dell’individuo (Jung, Matte-Blanco, ecc.).
In fisica, invece, solo N. Bohr ha indicato in essa lo sfondo universale attraverso cui poter giustificare il comportamento apparentemente duale della luce (onda/particella).
Così pure in neurobiologia il premio Nobel J. Eccles (vedi “Come l’Io controlla il suo cervello”) ha configurato il problema mente/cervello in una cornice teorica di tipo dialettico-complementare (“Dualismo-interazionismo”), …..ecc. ecc.
Insomma, non voglio ammorbarti oltre, ma sappi che non sono solo dei vaghi indizi a corroborare l’idea di un Principio universale capace di trasfore l’ineffabilità e l’indicibilità del concetto Dio in qualcosa di perfettamente rappresentabile. Io ci ho scritto sù molte centinaia di pagine, pur se ho promesso a me stesso di pubblicarle solo quando – e se – riuscissi ad applicare in modo rigoroso il Principio anche alla Fisica.
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L’insegnamento, come ogni forma di conoscenza, dev’essere laico, i padroni o padrini culturali vanno chiusi fuori da qualsiasi ambiente culturale. Ricercare una qualsiasi verita’ scientifica non dovrebbe prevedere dogmi preventivi, se no che cultura o insegnamento e’? Solo un lavaggio del cervello! La scienza o l’insegnamento valgono per il loro solo esistere come riconosciute valide nel confronto fra liberi e non hanno bisogno di etichette o permessi di entita’ superiori.
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Le verità scientifiche sono tali solo quando sono coerenti con i dogmi della scienza, come la non-contraddizione, la riproducibilità sperimentale, la coerenza matematica, ecc.. Sono dogmi anche questi. “Dogma”, in definitiva, significa “criterio talmente certo ed evidente da non poter essere messo in discussione”.
La vera scienza non deve eliminare i dogmi, ma pervenire ai dogmi ultimi, quelli che fondano il mondo.
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i dogmi ultimi…
Non riesco a trattenermi…. AHAHAHAH!!!!
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…Ridi? …Forse credi di aver espresso delle verità così evidenti da considerare ridicola qualsiasi critica?
Ecco, è proprio questo ciò che intendevo per “dogma”!
…Ma non eri un anti-dogmatico?
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Il problema è che i “cattolici”, non devono dimostrare l’esistenza di un essere superiore supremo creatore.
Devono dimostrare, per essere minimamente credibili, l’esistenza del loro dio. Devono dimostrare che, anche se il novantanove percento delle loro credenze si sono dimostrate panzane, quelle residue sono invece assolute verità.
In più, la chiesa cattolica, deve dimostrare di avere un collegamento privilegiato con questa entità e di avere un qualche diritto di parlare a nome suo e di interpretarne le volontà.
Senza tutto ciò, ogni attività della chiesa al di fuori della sfera assolutamente religiosa è un “abuso di credenza popolare”.
Detto questo, resta invece assolutamente “grandioso” ciò che molti cattolici fanno, in Italia e nel mondo, ispirandosi e traendo forza e conforto dalle loro credenze. Questa gente, se volesse convincerti a credere in dio, non ti parlerebbe di filosofia e di massimi sistemi. Ti farebbe solo vedere quanta forza, la loro credenza, ti può dare nell’affrontare le difficoltà e le fatiche della vita. “Credere” è un atto assolutamente irrazionale e personale. Tale deve restare, ed è da combattere qualsiasi tentativo di acquisire potere o influenza ergendosi ad “intermediario”.
Bisogna riuscire a “separare” le due cose.
Se vogliamo vederla così, potremmo dire che il mondo cattolico è come uno stato che, da Costantino in poi, vive soggiogato da un regime populista, corrotto e totalitario.
Giudichiamo il regime con il massimo disprezzo, senza però confonderlo con il suo popolo.
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Scrivi: “Credere è un atto assolutamente irrazionale e personale. Tale deve restare, ed è da combattere qualsiasi tentativo di acquisire potere o influenza ergendosi ad “intermediario””.
Questa è un’idea insana che purtroppo trova d’accordo atei e credenti. E, paradossalmente, è proprio per colpa di questo comune pregiudizio che i due punti di vista continueranno ad essere radicalmente contrapposti e nemici, rendendo insanabile la dolorosa e schizofrenica frattura che affligge trasversalmente e indebolisce e umilia l’intera cultura umana.
Fino a quando?
Fino a quando si scoprirà che Dio non è altro che un unico grande Principio universale, valido in OGNI disciplina del sapere, dalla Psicologia alla Fisica, dalla Simbologia alla Logica; e che la fede e la ragione, lo spirito e la materia, la mente e il cervello, ecc., non sono altro che due grandi polarità che in Esso si complementano e si unificano armonicamente.
Quale sarebbe questo Principio? Non può essere che il Principio di Complementarità degli opposti, a cui la storia del pensiero ha dato di volta in volta i nomi più svariati: Dialettica o Yin-Yang(in filosofia), Coniunctio Oppositorum (in teologia e nell’alchimia), Dualismo-interazionismo (in neurobiologia), Bi-unità divina (in simbologia), Bi-pensiero (in psicologia), ecc.
A chi interessasse saperne un po’ di più, mi scriva a pierinic@alice.it
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Insegnare l’ateismo è tanto superfluo quanto assurdo: basta insegnare senza veli pietosi né falsità la storia delle religioni e delle Chiese,
poi ciascuno può decidere se credere o meno.
Le religioni sono favole per adulti, semplificano la vita e riducono l’angoscia che altrimenti l’accompagna: danno risposte (evidentemente prive di alcun fondamento) alla domanda esistenziale sul “da dove veniamo, dove andiamo?”.
Il problem adelle religioni nasce quando diventano Chiese, cioé vengono utilizzate da coloro che facendone un mestiere le predicano e le impongono come unica verità. Le peggiori sono le religioni monoteistica, ma anche le altre non sono da meno.
La cosa migliore sarebbe che ciascuno si scegliesse una delle favole dell’infanzia come ottimo sostituto delle credenze religiose. Sono indubbiamente più valide. Ad esempio fra sette nani ci sono metà probabilità di trovare un traditore che non su 12 apostoli. Meglio il bacio
del principe che quello di Giuda. E per chi si sente legato alla tradizione cristiana c’è anche la mela, avvelenata ma non letale ed infinitamente meno pericolosa di quella della Genesi, basta il bacio del principe appunto per rianimare Biancaneve. I nani, come dice la gente, di tutte le virtù avrebbero forse la più indecente, ma meglio questi della favola che certi altri tristemente ben noti e per dirla con Dante, “pien d’ogni male, pien d’ogni magagna”.
Io credo in Biancaneve, non ho bisogno di chiese né templi, le immagini dei simpatici nanetti le vedo in tanti giardini.
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Sono quasi d’accordo. Dico “quasi” perché, insieme a molti studiosi di mitologia, credo che i racconti biblici non siano altro che favole e che, dunque, la favola di Biancaneve non sia meno significativa di quelle di Cristo, di Teseo o di Gilgamesh. Tanto che molti mitologi e psicologi (J. Evola, M. Eliade, R. Guénon, C.G. Jung, ecc.) cominciano a ipotizzare un’unica fonte trascendente di ispirazione di tutte le favole. E’ per questa loro grande saggezza e significatività – dicono costoro – che molte favole sono diventate racconti sacri, “Sacre Scritture”.
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A QUANDO IN ITALIA?
A QUANDO NELLA COLONIA VATICANA?
solo uno stato veramente laico può garantire la vera libertà religiosa!!!
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non vedo la novità, in Yugoslavia scuola e università erano laiche già nel 1945, in Francia lo sono addirittura dal 1789.
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il mio rammarico è che il battesimo mi è stato imposto contro la mia volonta,direi con violenza perche quello che voglio non me lo deve dire un’altro ma devo essere io a decidere, questo è il primo sopruso della vita
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Io mi sono sbatezzato, se credi veramente in quello che dici non fai altro che andare sul sito dei Atei ed Agnostici italiani, scarichi il pro forma per sbatezzarti e spedisci a mezzo raccomandata la tua richiesta di sbatezzarti al prete della tua diocesi. Così togli anche numeri al tanto conclamato 97% di cattolici in Italia (la chiesa lo strombazza continuamente per farsi finanziare scuole ecc…ecc.), così pino piano,….uno alla volta….manderemmo a lavorare i preti pedofili mangiapane a tradimento che non avrebbero più le risorse per vivere alle nostre spalle ed influire continuamente nella nostra vita sociale e politica. Saremmo così costretti a dividere l’ 8% in maniera equa e non a farcelo rubare dai clericofasciti del vaticano. Meno cattolici ci sono meno potere hanno. Ma siamo tutti Italiani e con le palle c’è ne veramente pochi…..(almeno io ho avuto il coraggio di farlo) …spro che tu abbia il coraggio di fare lo stesso. Ti poso mandare il link a riguardo od il copia incolla del modulo….rispondimi ed il tuo desiderio sarà esaudito…sempre che tu abbia il coraggio a riguardo…
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bravi ben fatta!
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