Siamo più poveri (lo dice l’Istat) e abbiamo più debiti (lo dice la Banca d’Italia). La crisi colpisce soprattutto le famiglie di operai, il Sud e i giovani. I poveri in Italia sono 8 milioni e se non sono aumentati è solo merito delle famiglie e della cassa integrazione, che funzionano da ammortizzatori sociali. Ma quanto potranno durare?

Invece la Banca d’Italia ci dice che il debito pubblico è di nuovo aumentato fino a raggiungere il record, mai visto, di 1.827 miliardi di euro, in pratica 30 mila euro per abitante. Nei 60 milioni di italiani, ovvio, ci sono anche gli stranieri che, per motivi vari, hanno voluto stabilirsi nel nostro paese. E fa un certo effetto vedersi riconoscere la cittadinanza e, contemporaneamente, sentirsi dire che hai addosso 30 mila euro di debito (gli indigeni, invece, sono più abituati dai tempi di Craxi e Forlani). Vabbè, guardo il Tg1 e mi aspetto un po’ di considerazioni su questi due argomenti. Invece no. C’è il solito servizio sul caldo (bere tanto e mangiare verdura), sulle russe che arrivano in Romagna (circa 1500 a settimana), e su due nuove professioni: l’assaggiatore di formaggi e l’esperto di tartufi. Ci sono 8 milioni di poveri? Quattro milioni potrebbero dedicarsi ai formaggi e gli altri 4 milioni ai tartufi e che la smettano di lamentarsi, che fa caldo e la temperatura percepita è salita di nuovo. Ecco, domani (lo immagino) Minzolini ci spiegherà come funziona la temperatura percepita, che intanto quegli 8 milioni di poveri hanno trovato lavoro.

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