L: linguine. Un amico napoletano fu perentorio nell’insegnarmi la cottura delle linguine: “Devono essere al dente nelle due forchettate finali! Se sul pacco vi e’ scritto 7 tu scola a 5, se vi e’scritto10 si coraggioso e scola a 7”.
Questo assunto è sempre valido per contrastare l’eccesso di sensazione scivolosa della linguina, ancor di più’ se volete servirle fredde per piatto estivo di pasta.
Linguine per 4 persone scolate crude e freddate con acqua corrente e fredda (motivo per cui dovrete salare l’acqua 1/3 più del necessario). Una cipolla bianca tagliata fine in 2/3 di un bicchiere  di olio  con il succo di un limone, mezzo cucchiaino di seme di finocchio macinato con peperoncino e pepe in volontaria abbondanza più una manciata di finocchietto fresco tagliuzzato sgarbatamente. Aggiungere con propria generosità quante cozze sbollentante e cotte volete. Far riposare in frigo e mangiate il tutto sotto l’ombra di un fico. Se avete la possibilità di guardare un mare questo piatto vi darà un senso di pacificazione raggiunta.

M: mangiare, cioè assumere materia che si trasformerà in altra materia.

Tenete presente che durante questo processo la fase più entusiasmante è il momento in cui la materia si trasformerà anche in Spirito: il buon umore che mi pervade quando mangio, nel mio caso baccalà sotto qualsiasi forma, vi sia di riflessione. Scegliete voi il cibo che preferite. Il cibo che non scatena benessere è senz’altro poco interessante, cominciamo a pretendere non il cibo che non fa male ma il cibo che fa bene.

Questo apparentemente semplice concetto, se applicato al nostro sistema ospedaliero, potrebbe mostrare tutta la sua benefica potenza.

(nella foto: Frati fritti in strutto. Se incontrati di mattina capirete all’istante il senso del cibo che fa bene all’anima)