L’Unità di oggi apre la prima pagina con la vicenda di Milano 4, e cioè il nuovo quartiere residenziale che una società della casa vorrebbe costruire su terreni di Berlusconi ad Arcore. Quanto affermato dunque sul blog de Il Fatto quotidiano 4 giorni, è tutto vero e confermato. Si acquistano terreni agricoli e con la “politica” (quella vergognosa che va tanto di moda) si cambia destinazione d’uso lucrando decine di milioni di rendita fondiaria parassitaria. Senza creare un solo posto di lavoro, con il solo cambio di categoria urbanistica si guadagna quanto un artigiano imprenditore di se stesso o una piccola azienda non guadagnerà in tutta una vita di lavoro.

Il paese è sempre più diviso nella categoria dei furbi, quelli per intenderci che frequentano le sale d’aspetto della politica, pagano mazzette e ottengono in cambio varianti urbanistiche ad hoc, e il restante 99% che vive di lavoro, da quello stabile, a quello precario, a quello delle partite iva.

E’ una situazione intollerabile perché fino a quando non verrà cancellato questo scandaloso modo di guadagnare fortune, saranno sempre meno coloro che avranno voglia di rischiare di fare impresa, di investire soldi nel futuro di una produzione o di una azienda. E’ questo il motivo profondo del declino italiano. Viene lasciata aperta, anzi incentivata da tutte le leggi approvate bipartisan negli ultimi venti anni, la comoda – per qualcuno – strada dell’urbanistica contrattata e ciò rappresenta oggettivamente un’anomalia del mercato economico. E’ infatti evidente che in questo modo si corrompe l’intero sistema produttivo.

Da sottolineare che siamo l’unico paese d’Europa in cui la speculazione edilizia è ancora tollerata e aiutata legislativamente. Negli altri paesi la pianificazione urbanistica viene rispettata e nessuno si sogna di fare speculazione come il caso del re di Arcore. L’urbanistica contrattata, e cioè il sistema discrezionale che permette a questa classe di politici di poter decidere qualsiasi cosa e in qualunque luogo, non esiste. Siamo un paese anomalo.

Un solo ultimo esempio dell’intreccio tra speculazione immobiliare e vita economica. Si sta concludendo come noto in questi giorni la trattativa economica tra le banche creditrici e la famiglia Sensi, proprietaria della Roma. Qualche mese fa era stato annunciato che su terreni a destinazione agricola si sarebbe costruita una gigantesca quantità di cemento. Case, ipermercati e lo stadio della Roma che rappresentava lo specchietto per le allodole. Il caso è identico a quello di Arcore ed è uguale alle centinaia che avvengono in ogni parte d’Italia nel silenzio degli organi di informazione.

La trattativa con le banche è ferma proprio sulla valutazione del valore dei terreni su cui sorgerà la nuova città della Roma. Oggi sono classificati agricoli e non valgono nulla. Ma con un aiutino della politica potrebbero aumentare il valore di cento volte. L’Italia è soffocata dalla speculazione edilizia.