Che senso ha, contro la legge-bavaglio, imbavagliarsi da soli? Contro la legge-bavaglio, infatti, giovedì 9 luglio è stato indetto dalla Federazione nazionale della stampa una giornata di sciopero.

Di fatto succederà questo: non usciranno i giornali più o meno coerentemente democratici, che dunque più o meno hanno combattuto e combattono questo primo vergognoso tassello di fascismo, non usciranno i giornali mezzo e mezzo, né carne né pesce, che pensano che anche sull’abc storico e ideale della democrazia liberale sia troppo “giustizialista” non transigere, e quindi si esercitano negli unici due sport nazionali più popolari del football, il cerchio e la botte e lo slalom tra le notizie. Usciranno invece, e in situazione di monopolio, i giornali che della soppressione dei fatti (e se è per questo anche della logica) e dell’esaltazione di ogni starnuto del ducetto di Arcore hanno fatto ormai la loro ragione sociale ed esistenziale.

Per cui daremo vita al seguente paradosso: una giornata di lotta per la libertà del giornalismo che regalerà per quel giorno l’intera opinione pubblica ai nemici di detta libertà.

Sono convinto che tra adulti consenzienti tutto sia lecito, anche il masochismo. Ma non obbligatorio.