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“Noi siamo solidali con le vittime di mafia, non con i condannati come Dell’Utri”

Secondo Mauro La Mantia, presidente dei giovani del Pdl in Sicilia, all'interno del partito va avviata una riflessione sulla possibilità di espellere il senatore dal partito

“Oggi più che mai sentiamo l’esigenza di avviare una profonda riflessione all’interno del partito dopo la condanna del senatore Marcello Dell’Utri. Seppure ridotta e non definitiva, rimane una condanna gravissima, soprattutto per un uomo impegnato in politica”. A scaricare il fondatore di Forza Italia dopo la condanna a 7 anni in appello per concorso esterno in associazione mafiosa è Mauro La Mantia, presidente di Giovane Italia, il movimento giovanile del Pdl. “Non ci uniremo al solito coro di solidarietà già tristemente visto negli anni scorsi per i politici condannati. Il nostro movimento giovanile non può rimanere in silenzio davanti a fatti che minano la credibilità di un intero partito”. È molto dura la presa di posizione dei giovani del Popolo della Libertà in Sicilia, che arrivano a chiedere “l’espulsione dal partito dei condannati per reati di mafia”.

Presidente La Mantia, il senatore Dell’Utri andrebbe quindi espulso dal Pdl?

“Quello che noi chiediamo è di aprire un dibattito all’interno del partito sulla possibilità di espellere chi è condannato in via definitiva. Di fatto Dell’Utri non lo è ancora”.

Poco dopo la sentenza Dell’Utri ha dichiarato ancora una volta che Vittorio Mangano è il suo eroe.

“I nostri invece sono Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Vale per noi giovani e per tutta la forza dirigente del Pdl in Sicilia. Dell’Utri è un senatore e deve capire che con queste dichiarazioni rischia di incrinare l’immagine del partito. Mangano non è un eroe, ma un omicida condannato per mafia”.

Quindi per voi Mangano è un mafioso?

“Sì, non lo diciamo noi, lo dicono le sentenze dei tribunali. È un mafioso e quindi non può essere un eroe. Definirlo eroe, a pochi minuti da una nuova condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, è quantomeno inopportuno”.

Alcuni membri del Pdl hanno espresso oggi la loro solidarietà per Dell’Utri.

“Noi ribadiamo che la nostra solidarietà va unicamente alle vittime di mafia, non ai condannati per mafia”.

Il ministro all’Istruzione Maria Stella Gelmini ha appena dichiarato che Dell’Utri è una persona perbene. Anche secondo voi?

“Ci auguriamo che lui dimostri la sua innocenza nell’ultimo grado di giudizio. Abbiamo però rispetto per le sentenze della magistratura e ad oggi Dell’Utri è un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Non possiamo dire che sia innocente perché non lo sappiamo, come non sappiamo se è colpevole. Ci atteniamo semplicemente a quello che dice la magistratura. Se la Gelmini ha qualche informazione in più, io non lo so: noi non conosciamo queste altre verità”.

Il senatore è stato assolto per i fatti successivi al 1992.

“Questo è positivo, ma rimane tutto ciò che avvenne prima del ’92. Seppure la condanna non è definitiva ed è ridotta rispetto al primo grado, la sentenza rimane grave perché colpisce un uomo che fa politica, un senatore della Repubblica. Questa condanna ha un’immensa gravità, è pesantissima”.

I giudici hanno ritenuto non dimostrato il legame tra Forza Italia e mafia. Avete provato sollievo?

“Il fatto che Dell’Utri sia stato ritenuto innocente per ciò che attiene le stragi di mafia, su cui c’è ancora molta incertezza, dimostra che Forza Italia non c’entra nulla con le stragi mafiose”.

Che cosa avreste fatto se Dell’Utri fosse stato condannato anche per i fatti dopo il ’92?

“Non lo credevamo possibile, da siciliani e da conoscitori della storia della mafia. Siamo certi che non ci sia la mano di un partito dietro le stragi mafiose, per quanto sia una verità ancora da riscrivere e da conoscere”.

La condanna del senatore mina la credibilità del Pdl?

“Il partito è fatto da centinaia e centinaia di dirigenti e amministratori che hanno la fedina penale pulita. Che non hanno alcuna contiguità con la mafia. La condanna di un esponente importante rischia di incrinare l’immagine del Pdl. E Dell’Utri dopo la condanna fa quelle affermazioni infelici su Mangano, un ulteriore danno d’immagine al partito che non ha Mangano nel pantheon dei suoi eroi e punti di riferimento. La politica in Sicilia non è solo processi di mafia o condanne di Dell’Utri e Cuffaro”.

Per il senatore Udc ed ex presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro ieri sono stati chiesti 10 anni per concorso esterno, dopo che fu condannato in primo grado per altri reati. Commenti?

“Dopo la sua condanna chiedemmo ad An di uscire dal governo regionale. Di Cuffaro apprezziamo però il rispetto che ha per le sentenze della magistratura. Sta affrontando il processo dal primo momento fino all’ultimo e sta dimostrando un grande rispetto per le istituzioni di questo Paese. Da qui la nostra ammirazione, ma anche il dispiacere perché quando un ex presidente della Regione viene condannato per reati legati alla mafia è un colpo a tutta la politica siciliana”.

Apprezzate Cuffaro perché rispetta la magistratura. Berlusconi invece non la rispetta. Il presidente del Consiglio è da criticare quindi?

“Reputiamo vero che la magistratura ha delle frange politicizzate che hanno fatto danno al Paese e alla politica. Ma continuiamo a ritenere che sia un’istituzione: a un movimento giovanile come il nostro, che ha proprio dei giudici tra i punti di riferimento, risulta difficile attaccare l’intera magistrature. Noi crediamo all’innocenza di Berlusconi, ma riteniamo che i processi vadano vinti nelle aule di tribunale. È lì che i politici devono dimostrare la loro innocenza”.

La sentenza di oggi avrà conseguenze politiche?

“Qui in Sicilia il senatore Dell’Utri è nello stesso correntone di Ginafranco Micciché e dei finiani, che sui temi della legalità sono stati sempre molto attenti, spesso in polemica con Berlusconi. Ci aspettiamo che gli esponenti siciliani di Generazione Italia (il movimento vicino al presidente della Camera Gianfranco Fini, ndr) facciano su Dell’Utri dichiarazioni simili a quelle aspramente critiche fatte qualche mese fa su Nicola Cosentino”.


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