Non era sufficiente l’impatto della legge bavaglio sulla libertà d’informazione in Italia. Tra i vari articoli della legge ce n’è uno che mette a rischio anche la rete Internet. Come già raccontato nei mesi scorsi dal Fatto Quotidiano, la norma in questione si occupa di “rettifica” e recitava nel testo originale: “Per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per qualsiasi sito (blog, forum, pagine web, portali) che non dovessero pubblicare la rettifica, si rischia una multa che può arrivare anche a 12 mila euro.

Alcuni esponenti dell’opposizione avevano denunciato questa norma e proposto un emendamento per sostituire alla dicitura “siti informatici” con quella di “giornali informatici”. Ma alla fine in Parlamento le cose sono peggiorate ulteriormente. Adesso il testo recita “Per i siti informatici, ivi compresi i giornali telematici” è appunto previsto l’obbligo di rettifica. “Tra i tanti passaggi liberticidi e censori del maxi-emendamento sulle intercettazioni – denunciato Vincenzo Vita e Felice Casson del Pd – ce n’è anche uno devastante per la Rete. Per ciò che attiene alla rettifica, si equiparano i siti informatici ai giornali. Ciò significa rendere la vita impossibile per le migliaia di siti e di blog, che rappresentano un’altra era geologica dei media”. Il senatore Vita aggiunge: “Si corre il rischio caos: seguendo questa strada blog amatoriali dovranno darsi la stessa organizzazione (direttore responsabile, testata registrata) che hanno portali di news con milioni di lettori. D’altronde il governo non ha nascosto con varie proposte di voler seguire questa strada”. Rimane il passaggio alla Camera, ma la maggioranza ha già annunciato che il provvedimento è ormai “blindato”.

Da il Fatto Quotidiano dell’12 giugno