Gianni Letta, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio riferimento di molti lavoratori in crisi, l’aveva promesso: dopo la decisione del Tribunale di Roma su EuteliaOmega, il governo interverrà.
“Ci avevano garantito il sostegno al reddito”, urlano i 400 dipendenti di Omega mentre bloccano via del Corso a Roma.
Perché il tribunale ha preso la decisione quasi due mesi fa, a dicembre, quando ha affidato la gestione di Omega a tre commissari, sollevando la proprietà (i controversi manager Claudio Marcello Massa e Sebastiano Liori) da ogni compito.

Ieri, in manifestazione, i lavoratori erano arrabbiati: sono ormai passati sei mesi dall’ultima volta che hanno visto uno stipendio, il loro caso è diventato uno scandalo pubblico, la magistratura indaga (la Procura di Milano si occupa di Omega e quella di Arezzo sta investigando su Eutelia) eppure nulla migliora.
Forse chi ha commesso reati – se verranno provati – sconterà la sua pena, ma la priorità per i diecimila dipendenti del gruppo Omega è essere pagati. Per questo, mentre attendono gli sviluppi giudiziari, confidano nel governo.

“Ieri – racconta al Fatto il sindacalista della Fiom Fabrizio Potetti che è salito a Palazzo Chigi assieme a una piccola delegazione – Letta non si è fatto trovare. Un suo assistente ci ha però detto che finché la magistratura indaga il governo non può far nulla. Una follia, un controsenso”.
Ma la presidenza del Consiglio rassicura: riceverà i sindacati il primo febbraio. Dalle facce di chi ieri era in piazza si capiva l’esasperazione dei lavoratori del gruppo Omega, arrivati in pullman da tutt’Italia, mentre nelle sedi dell’azienda – in presidio permanente da settimane – hanno scioperato per l’intera giornata. “Vogliamo almeno gli anticipi sui Tfr“, dice Patrizia, tecnica informatica. “Bisogna salvare le commesse rimaste”, spiega invece Mauro, che resta ottimista.

Sono tanti i clienti importanti che hanno già dato forfait: la Camera dei deputati, le Poste Italiane, la Rai. Intanto si apre un nuovo scenario: il Tribunale di Roma ha da poco dichiarato antisindacale la cessione del ramo d’azienda Agile a Omega, imponendo a Eutelia di “rimuovere gli effetti” della vendita. La sentenza, secondo alcune interpretazioni, potrebbe implicare il ritorno di duemila lavoratori in Eutelia. Che (almeno) dovrebbe a quel punto pagare gli stipendi.

da il Fatto Quotidiano del 26 gennaio