Gli affari immobiliari di Renata Polverini e quell’appartamento comprato dallo Ior.

La prima scena consegnata ai biografi immortala la piccola Polverini nella sua modesta casa romana. Renata si è appena diplomata all’istituto di ragioneria della Magliana. La sua materia preferita è l’educazione fisica e vorrebbe iscriversi all’Isef. Mamma Giovanna, umile sindacalista della vecchia Cisnal (il sindacato di destra che oggi si chiama Ugl) deve dirle di no. Rimasta vedova quando Renata aveva due anni, è stanca di tirare la carretta da sola. Guarda la figlia con gli occhi rossi e per la prima volta la tratta da donna: “Renata, non ce lo possiamo permettere”. In quell’istante, racconterà poi lady Ugl a Vittorio Zincone sul Magazine, “realizzai che le cene di mamma a base di pane e tè non erano solo una tecnica per restare leggeri”. La scena finale è ritratta da Giovanna Vitale su Repubblica: “47 anni, da 4 alla guida dell’Ugl, il piccolo sindacato di destra che lei ha portato al tavolo dei grandi, corteggiatissima dai talk show e frequentatrice della Roma bene che ama ricevere nel suo salotto sull’Aventino”.

Il passaggio dalla Magliana al salotto dell’Aventino sembra la declinazione immobiliare del “sogno italiano”. Il catasto parla chiaro: Renata Polverini possiede due appartamenti (con quattro ingressi) per complessivi 16,5 vani catastali più tre box e due cantine in un palazzo non lussuoso ma incastonato nel verde della collina di San Saba, tra Aventino e Testaccio. Come ha fatto ad accumulare un patrimonio che vale oggi circa 1,5 milioni di euro? La leader sindacale nel 2002 ha acquistato una delle sue case a prezzo stracciato dallo Ior, la banca del Vaticano. Mentre la seconda è arrivata (a prezzo più alto) da una società vicina allo Ior, la Marine Sud Investimenti, intestata per il 99 per cento a una società anonima.

Non solo: la leader sindacale ha comprato con lo sconto un appartamento all’Eur dell’Inpdap, l’ente nel quale l’Ugl è rappresentato o sovrarappresentato (vedi link). Non c’è nulla di illecito ma è bene chiarire tutto. Renata Polverini è sostenuta dalla Chiesa contro l’abortista Emma Bonino. Ma, per risanare la sanità laziale dovrà intervenire anche sulle cliniche del Vaticano.

E poi c’è la questione dei soldi. Ogni volta la sindacalista ha acceso un mutuo per comprare ma le rate sono state onorate grazie a uno stipendio rilevante per una sindacalista. Al Magazine, disse di guadagnare “solo” 3 mila euro al mese. Ma nella classifica delle dichiarazioni dei redditi pubblicate nel 2008 risultava davanti agli altri leader sindacali con 140 mila euro lordi annui. Evidentemente i numeri (degli iscritti e dei redditi) non sono il suo forte. Per fortuna va meglio con gli affari. Il 28 marzo del 2002 compra dall’Inpdap vicino all’Eur, al Torrino, un secondo piano di sette vani catastali più box e cantina. Sono i palazzi abitati anche da sindacalisti e politici raccomandati, quelli descritti dal Giornale di Vittorio Feltri nel 1995.

Evidentemente Affittopoli non riguardava solo i sindacati di centrosinistra. Dopo quella campagna, alla fine degli anni novanta, l’allora rampante sindacalista ottiene un appartamento appena costruito in affitto. Poco dopo lo compra, grazie allo sconto riservato a tutti gli inquilini e pari al 40 per cento, al prezzo stracciato di 148 mila e 583 euro. La casa sarà poi venduta il 4 aprile del 2007 per un prezzo dichiarato di 234 mila euro, 150 mila in contanti e il resto come accollo del mutuo. Il prezzo non è giusto nemmeno stavolta. Basti dire che il settimo piano dello stesso palazzo, molto più piccolo (4 vani contro sette) e senza box viene comprato all’asta negli stessi giorni a 256 mila euro. Il fatto è che Polverini vende al segretario confederale dell’Ugl (suo amico e sostenitore) Rolando Vicari.

Ancora più interessante è la storia dell’abitazione di San Saba. Polverini compra dallo Ior, la banca del Vaticano coinvolta in tanti scandali, il 17 dicembre del 2002 un primo piano con doppi ingressi, 5 camere, cameretta più tre bagni, cucina e tre balconi, più due box e cantina, al prezzo di 272 mila euro, un vero affare. Il prezzo di mercato è il doppio. “Non c’è stato nessuno sconto dello Ior”, dice oggi Renata Polverini, “ho seguito la stessa trafila degli altri acquirenti di appartamenti nel palazzo . Ho comprato tramite un’agenzia”. Meno di due anni dopo, nel 2004, il leader Ugl compra un secondo appartamento gemello al piano terreno dalla Marine Sud Investimenti amministrata da Michele D’Adamo. Il piano terra costa 666 mila euro, più del doppio, e ha solo un box. Le ipotesi sono due: lo Ior ha fatto un prezzo basso alla Polverini oppure ha dichiarato meno del pagamento reale. Comunque la sindacalista non si ferma. E subito dopo vende una delle stanze per poter pagare il mutuo. La vicina sgancia 50 mila euro. Per un solo vano.
 

In alto l’appartamento comprato dall’Inpdap. Sopra, Renata Polverini (FOTO ANSA)


da Il Fatto Quotidiano del 23 gennaio 2010