Paolo Flores d’Arcais, prima su Micromega e poi con una intervista a Il Fatto, ha posto la questione dell’identità dell’Italia dei Valori e più ancora della qualità della sua classe dirigente. In particolare D’Arcais – dopo aver dato atto del brillante risultato ottenuto da Idv alle ultime elezioni europee (8% dei voti validi) e dopo aver esaminato nome per nome la classe dirigente di Idv distribuita sul territorio – ha segnalato una marcata dissonanza fra le nobili battaglie portate avanti a livello nazionale (e anche internazionale grazie alle magnifiche candidature proposte per le elezioni europee 2009) e taluni eletti o amministratori di Idv che fanno politica a livello territoriale.

È fuor di dubbio la buona fede di Flores e quella di Micromega nel ricostruire i singoli casi di “dissonanza” citati nel lungo memoriale pubblicato, anche se devo rimarcare talune superficiali ricostruzioni e alcune ingiuste considerazioni.

Ma sarebbe davvero grave – da parte mia – se mi mettessi a mia volta a fare le pulci a chi mi ha fatto le pulci. Voglio invece affrontare sul serio e con responsabilità la questione posta da Flores, che ringrazio sin d’ora e dal profondo del cuore per il monito che mi ha voluto lanciare. Monito che, in “dipietrese”, tradurrei così: stai attento, Tonino, a chi imbarchi. Perché ora che Idv è diventato un “bel partito” molti se lo vogliono sposare, ma non tutti se lo meritano. Eh sì! Il pericolo c’è e insieme dobbiamo studiare come evitare di cadere nella trappola. Dobbiamo anche e contestualmente evitare di cadere nella trappola contraria: quella di chi – essendosi ritagliata una rendita di posizione all’interno del partito – briga e si arrabbia ogni volta che c’è un nuovo arrivo in Idv (e di personaggi di questo tipo ce ne sono tanti, anche tra i nomi citati da Micromega). Dobbiamo, però, soppesare bene la qualità professionale e morale della nostra classe dirigente, specie ora che essa viene sempre più spessa chiamata ad assumersi responsabilità di governo nelle amministrazioni comunali provinciali e regionali.

Èquesto l’impegno più delicato e difficile che attende me e Idv in questo periodo. Credetemi, non è facile, perchè è davvero arduo entrare nel cuore e nella mente di ciascuno di noi. Il mondo è pieno di persone che, fino a quando non vengono colte sul fatto, non è immaginabile siano dei poco di buono o degli arrivisti. Ma il mondo è anche pieno di persone a cui ingiustamente viene affibbiata l’etichetta di “cattivi” e invece sono solo vittime di pregiudizi, invidie e rancori personali (ce ne sono di entrambe le categorie anche tra quelle citate nella “lista nera” di Micromega).

È difficile, ma per quanto mi riguarda ce la sto mettendo tutta, nei limiti dell’umano possibile (e quindi anche dei possibili errori), pur essendo consapevole che ci vogliono tempo e pazienza. In occasione delle elezioni europee e amministrative scorse, ne abbiamo dato una prova candidando persone di specchiata onestà e di grande preparazione professionale: quasi tutti esponenti dalla società civile che per la prima volta si affacciavano alla politica. Per la cronaca, a giugno, sono stati eletti con il simbolo di Idv oltre a sette parlamentari europei (tra cui, come ricorda Micromega, De Magistris, Alfano e Vattimo) anche centinaia di altre persone tra consiglieri comunali e provinciali, quasi tutti individuati tramite appelli pubblici a presentare il proprio curriculum (e di questa innovazione credo che anche Micromega vorrà darmi atto).

Il mio impegno, quindi, è di continuare sulla strada del rinnovamento. Con giudizio, però, e senza farmi “tirare per la giacchetta” (ma sì, una volta tanto voglio usare io questa espressione che mi viene spesso scagliata addosso a tutt’altro proposito). Non mi lascerò irretire dalle lamentele di coloro che sul territorio se la prendono con il partito solo perché non trovano soddisfatte le proprie aspirazioni personali. Nemmeno butterò a mare quelle persone che hanno avuto il coraggio di portare alta la bandiera dell’Italia dei Valori in tutti questi anni di purgatorio e oggi vengono irrisi solo perché provengono da altre esperienze politiche, senza però aver commesso alcunché di personalmente riprovevole.

Con lo stesso spirito di rinnovamento mostrato per le elezioni europee 2009 appronteremo le liste dei candidati alle elezioni regionali e amministrative dell’anno prossimo. E invito chi vuole a cimentarsi direttamente e a inviarci il proprio curriculum ( segrete? ria@italiadei? valori.it? ). Sempre con lo stesso obiettivo, abbiamo avviato la fase congressuale del partito per rinnovare tutte le cariche e gli incarichi a ogni livello. Le iscrizioni all’Idv sono già aperte (con le modalità di cui al sito www.italiadeivalori.it? ) e il congresso nazionale si terrà il 6 e 7 febbraio 2010 a Roma, mentre quelli regionali e territoriali si terranno subito dopo le elezioni regionali della prossima primavera. Chi vuol essere della partita si faccia avanti: c’è posto per tutte le persone di buona volontà, purchè incensurate. Astenersi perditempo, saltafossi e provocatori!

da Il Fatto Quotidiano n°13 del 7 ottobre 2009