L’ultima notizia arriva nei giorni del grande esodo, e per molti automobilisti ha il sapore della rivincita: 200 indagati tra sindaci, assessori e vigili di 28 Comuni nel casertano per una maxitruffa con autovelox truccati. Il meccanismo era quello solito, collaudato: il Comune appaltava l’autovelox a una ditta, che per ogni multa rilevata tratteneva una percentuale.

Neanche due mesi fa la Guardia di Finanza di Sala Consilina, sempre casertano, aveva scoperto una serie di strumenti clonati in 70 comuni di diverse regioni. Ora si prevede l’annullamento di 82.000 verbali in tutta Italia e l’accertamento di sanzioni irregolarmente contestate per circa 11 milioni di euro.

Le amministrazioni comunali, molte volte, alzano le mani, e danno la colpa alle ditte che costruiscono gli autovelox. Ma viene da chiedersi come sia possibile che nessuno per esempio, dell’amministrazione di Camini, nella Locride, si sia insospettito di quelle 13.000 multe elevate dall’unico autovelox solo nel 2008.

Molte volte, quando le casse del Comune piangono, l’autovelox è una risposta facile che sostituisce le mancate entrate dell’Ici.

Per legge i Comuni dovrebbero impiegare almeno il 50% degli incassi delle multe nell’acquisto di strumenti per i controlli, come etilometri e narcotest, e al finanziamento della campagne per la sicurezza stradale. Ma quante amministrazioni lo fanno? E soprattutto, chi controlla? Il governo ha chiesto ai Comuni di rendicontare l’impiego degli incassi delle multe del 2007, pari a 1,76 miliardi di euro, ma solo il 30% ha risposto.

Anche a voler fare alcune verifiche, non si va molto lontano: inutile cercare i bilanci dei Comuni su internet, solo pochissime amministrazioni li pubblicano online. E anche quando il bilancio

c’è, i dati non sono scorporati, e così diventa impossibile capire quanto sia entrato nelle casse

grazie alle multe e quanto reinvestito in sicurezza stradale. Tutto nel nome di una trasparenza che non c’è.

E allora non resta che telefonare e chiedere direttamente i dati al Comune. A quello di Milano fanno fatica a capire con chi bisogna parlare. Prima consigliano di telefonare alla Ragioneria, dove però

rimandano alla Polizia Municipale. La Polizia fa sapere che loro elevano multe, ma non si occupano di fare i conti, e che bisogna parlare con la Ragioneria. Stesso rimpallo con il Comune di Napoli e Roma, che scarica la patata bollente anche all’Assessorato al Bilancio. E gira che ti rigira, come nel gioco dell’oca, ti rimandano sempre al punto di partenza.