Fronte ampio sulle armi all’Ucraina: il Pd e la maggioranza convergono sulla risoluzione militarista del sedicente terzo polo, isolando quella pacifista di Movimento 5 stelle e Verdi-Sinistra. Il voto alla Camera dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo conferma la frattura tra le forze politiche: oltre al documento della maggioranza (che chiede all’esecutivo di “proseguire nell’azione di sostegno all’Ucraina favorendo nel contempo ogni iniziativa finalizzata ad una risoluzione del conflitto nel rispetto del diritto internazionale”) passa anche quello dei centristi, che trova appoggi da una parte e dall’altra dell’emiciclo dopo essere stato depurato da alcuni punti controversi, votati separatamente. Il testo a prima firma di Matteo Richetti, che impegna il governo “a proseguire nel programma di sostegno politico, militare e finanziario” allo Stato invaso, è approvato con il record di consensi: 261 sì e 54 no. Bocciata, invece, la risoluzione di segno opposto dei pentastellati e in particolare il primo capoverso, che chiedeva che il nostro Paese si facesse “capofila di un percorso di soluzione negoziale del conflitto che non lo impegni in ulteriori forniture di materiali di armamento”. A dire di sì, oltre al M5s, solo l’Alleanza Verdi e Sinistra, che a sua volta chiedeva uno stop all’invio di materiale bellico a Kiev.

La risoluzione Richetti mette d’accordo tutti anche sull’immigrazione: si chiede di “promuovere una maggiore cooperazione tra i Paesi europei per il controllo delle frontiere” e “la definizione di schemi di redistribuzione dei migranti tra i Paesi europei maggiormente efficaci e non su base volontaria“. La maggioranza ha invece chiesto di scorporare tre punti, sui quali ha votato contro impedendone l’approvazione: quello che chiedeva di ratificare il trattato esecutivo di revisione del Mes (il Meccanismo europeo di stabilità finanziaria), quello che chiedeva di adeguare la disciplina delle concessioni balneari alla normativa Ue e quello che chiedeva la riforma della legge elettorale dell’Europarlamento. Il Pd, dal canto suo, ha detto di sì a tutto tranne al capoverso 8 (comunque approvato), che impegna il governo “a sostenere iniziative che consentano lo sviluppo di un mercato europeo dell’energia (…) senza alcuna discriminazione verso quella nucleare, a bassa impronta carbonica”. A loro volta, i deputati del partito di Matteo Renzi e Carlo Calenda hanno votato la risoluzione del centrodestra, esclusi tre punti in materia di concorrenza e immigrazione.

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