Una bufera giudiziaria rischia di abbattersi sul governo spagnolo. Il premier Pedro Sanchez ha annunciato di volersi prendere un “periodo per riflettere” se “vale la pena” restare alla guida del Paese dopo la denuncia nei confronti della moglie, Begogna Gomez, da parte di un sindacato di destra e l’apertura di un’inchiesta preliminare da parte della magistratura con le accuse di corruzione e traffico di influenze. Il capo del governo della Spagna ha annunciato la sua decisione con una lunga lettera ai cittadini, pubblicata sul suo account X.

La decisione, ha spiegato Sanchez, verrà presa lunedì quando farà sapere se si dimetterà o meno: “Devo fermarmi e riflettere – scrive nel testo pubblicato sui social – Vale la pena tutto questo? Non lo so”. Il primo ministro socialista, che ha cancellato tutti i suoi impegni da qui al 29 aprile, continua: “Ho urgente bisogno di una risposta alla domanda se devo continuare a essere a capo del governo o dimettermi da questo alto onore”.

Nella lettera Sanchez attacca duramente l’estrema destra e il sindacato Mani Pulite, autore della denuncia, definendo la vicenda “un’operazione di molestia e demolizione via terra, mare e aria” per cercare di farlo “fallire politicamente e personalmente”. Il premier ha sostenuto che sua moglie è stata “denunciata non perché fatto qualcosa di illegale” poiché “sanno che non esiste alcun caso, tranne quello di essere mia moglie”. Citando più volte i leader della destra Alberto Feijòo e Santiago Abascal, Sanchez ha sostenuto che non si sono arresi al voto dei cittadini nelle ultime politiche: “La democrazia ha parlato, ma la destra e l’estrema destra, ancora una volta, non hanno accettato il risultato elettorale”. Citando Umberto Eco, ha quindi parlato di “macchina del fango”.

L’indagine preliminare nei confronti di Begona Gomez riguarda presunti rapporti con alcune imprese private destinatarie di appalti e fondi pubblici e punta ad accertare se si debba aprirsi un fascicolo di inchiesta nel caso si prefigurino indizi dei reato di abuso di informazione privilegiata e corruzione, ipotizzati nella denuncia di Manos Limpias. L’esposto fa riferimento a presunte riunioni avute nel 2020 da Begona Gomez con il consigliere delegato di Air Europe, la compagnia aerea che ricevette 475 milioni per il salvataggio da parte dello Stato spagnolo.

Il premier Sanchez partecipò alla seduta del Consiglio dei ministri che approvò il decreto di finanziamento. Sui fatti in oggetto si è già pronunciato l’Ufficio statale per i Conflitti di interesse, attivato dal Partito Popolare all’opposizione, archiviando la denuncia in quanto “priva di base giuridica” e concludendo che il premier Sanchez non doveva astenersi dalla deliberazione.

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