La Russia annuncia che le operazioni in Ucraina continueranno “fino a che gli obiettivi saranno pienamente raggiunti”. E con questo progetto ha lanciato una nuova offensiva aerea su tre città chiave per il successo di Mosca nel Paese di Volodymyr Zelensky: Odessa, Kiev e Kharkiv. Droni russi si sono abbattuti su una zona residenziale della città affacciata sul mar Nero, ferendo almeno 9 persone. Meno pesante il bilancio nella capitale, dove è scattato un “allarme antiaereo notturno” in città “legato alla minaccia di droni lanciati dalla regione russa di Kursk che hanno volato sugli oblast di Sumy e Cherkasy prima di avvicinarsi a Kiev da sudovest” ed essere abbattuti dalla difesa ucraina. L’esercito della Federazione sta bombardando di nuovo anche Kharkiv, dopo che ieri i suoi missili hanno abbattuto la torre della tv cittadina. Nel suo bilancio della guerra, il ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, ha voluto sottolineare come uno dei loro successi sia costituito anche dal numero di militari di Kiev morti in battaglia: quasi mezzo milione dall’inizio della guerra.

“Kadyrov sta male” (di nuovo)
Intanto Novaya Gazeta Europe ha diffuso nuove indiscrezioni sulla salute del leader ceceno fedele a Vladimir Putin, Ramzan Kadyrov. Secondo la testata russa in esilio, è affetto da una grave malattia, una necrosi pancreatica, fin dal 2019 e il Cremlino sta già pensando a un possibile successore. La testata non cita alcuna fonte e dalla leadership cecena non arriva alcun commento. D’altra parte, non è la prima volta che testate internazionali diffondono la notizia, mai verificata del tutto, secondo la quale Kadyrov avrebbe problemi di salute. Secondo Novaya Gazeta Europa il leader ceceno si è sottoposto negli ultimi cinque anni a vari cicli di terapia, anche chirurgica, almeno due volte all’anno in una clinica dell’amministrazione presidenziale a Mosca e in questo periodo per due volte ha ceduto temporaneamente i poteri al primo ministro Muslim Khuchiev. Sempre secondo la testata, il Cremlino starebbe pensando al comandante delle forze speciali cecene, Aptki Alaudinov, come possibile sostituto di Kadyrov.

Cina e Usa, nuove frizioni
Alla vigilia del viaggio del segretario di Stato americano, Antony Blinken, in Cina, da Pechino arrivano dichiarazioni stizzite per le recenti esternazioni di Washington riguardo a una presunta collaborazione militare con Mosca. Il Partito Comunista Cinese ha sempre precisato di non aver inviato alcun sistema d’arma a Vladimir Putin proprio per mantenere la sua posizione di soggetto super partes nella vicenda ucraina e non compromettere i rapporti commerciali con Stati Uniti ed Europa. Così la Cina, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, ha definito “infondate le accuse degli Usa sul sostegno militare” di Pechino alla Russia. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, “hanno presentato una legge sugli aiuti su larga scala per l’Ucraina, lanciando allo stesso tempo accuse infondate contro il normale commercio tra Cina e Russia. Questo tipo di approccio è estremamente ipocrita e del tutto irresponsabile e la Cina vi si oppone con fermezza”.

Sulla questione ucraina, “la Cina ha sempre mantenuto una posizione obiettiva e giusta, ha sostenuto attivamente i colloqui di pace e ha spinto per la soluzione politica”, ha rincarato Wang, per il quale Pechino “implementa costantemente le normative sull’esportazione di beni a duplice uso. La Cina non è né artefice né parte della crisi ucraina e non ha mai gettato benzina sul fuoco e per questo con accetteremo che altri scarichino la responsabilità o diano la colpa a noi”.

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