Un’altra strage sul lavoro quello che oggi ha troncato la vita ad almeno 3 persone morte nell’esplosione della centrale idroelettrica Enel Green Power di Bargi, situata nei pressi del lago artificiale di Suviana, nel Bolognese. Un numero che probabilmente è destinato a salire: l’ultimo aggiornamento della Prefettura di Bologna delle 18.34 segna 3 morti, 5 feriti gravi, quattro dispersi e 3 persone rimaste illese per un totale di 15 persone coinvolte.

Le vittime tutte di ditte esterne – Gli operai coinvolti nell’esplosione che ha interessato una turbina della centrale elettrica Enel sono quasi tutti appartenenti a ditte esterne alla società. A causare l’incidente sarebbe stato lo scoppio di una turbina in fase di manutenzione, a 30 metri sotto il livello del lago. L’incendio è divampato al piano meno 8, successivamente ha ceduto un solaio e gli operai sono rimasti bloccati. Il piano meno 8 e meno 9 sono completamente invasi dall’acqua: i sommozzatori dei vigili del fuoco sono al lavoro per recuperare i dispersi.

La strage nel cantiere Esselunga – Sono passati meno di due mesi dalla strage del cantiere di Esselunga in via Mariti a Firenze dello scorso 16 febbraio nella quale hanno perso la vita 5 operai: Mohamed Toukabri, 54 anni, Bouzekri Rahimi, 56 anni, Mohamed El Farhane, 24 anni, e Taoufik Haidar, 43 anni, e Luigi Coclite, 60 anni. La procura ritiene di aver accertato “diverse criticità” nel luogo degli scavi. La prima strage del 2024, anno che segna un aumento dei morti sul lavoro già nel primo bimestre: 119 quelle di quest’anno, 19 in più rispetto alle 100 registrate nel gennaio e febbraio del 2023, cinque in più rispetto al 2022, 15 in più sul 2021, 11 in più sul 2020 e due in meno sul 2019, come rileva l’Inail. E durante lo scorso mese sono stati numerosi i morti sul lavoro,con il 13 marzo che aveva fatto segnare tre decessi in ventiquattr’ore.

La scorsa estate il dramma di Brandizzo – Il 2023 aveva già visto l’orrore della morte degli operai travolti dal treno a Brandizzo, nel Torinese. Poco dopo la mezzanotte del 30 agosto 5 operai – Kevin Laganà (22 anni), Michael Zanera (34 anni), Giuseppe Sorvillo (43 anni), Giuseppe Aversa (49 anni) e Giuseppe Saverio Lombardo (53 anni) – vengono investiti in pieno dal treno che era in transito sul binario dove i lavoratori, tutti dipendenti della Sigifer di Borgo Vercelli, stavano eseguendo lavori di manutenzione. Una tragedia che aveva ricordato quella del rogo sviluppatosi nello stabilimento della ThyssenKrupp di Torino il 6 dicembre 2007. Furono 7 gli operai uccisi dalle fiamme: Antonio Schiavone, 36 anni, deceduto il 6 dicembre 2007; Roberto Scola, 32 anni, deceduto il 7 dicembre 2007; Angelo Laurino, 43 anni, deceduto il 7 dicembre 2007; Bruno Santino, 26 anni, deceduto il 7 dicembre 2007; Rocco Marzo, 54 anni, deceduto il 16 dicembre 2007; Rosario Rodinò, 26 anni, deceduto il 19 dicembre 2007; Giuseppe Demasi, 26 anni, deceduto il 30 dicembre 2007. Antonio Boccuzzi fu l’unico testimone sopravvissuto.

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