Altra esplosioni incendiano il Mar Rosso: all’alba i ribelli yemeniti Houthi hanno attaccato la nave portacontainer Msc Sky II, battente bandiera liberiana e di proprietà svizzera, diretta verso Gibuti. Sono due i missili balistici antinave lanciati nel Golfo di Aden, uno dei quali ha colpito la nave provocando danni. Non risulterebbero feriti e la portacontainer è riuscita a proseguire la navigazione senza chiedere assistenza, come riferisce il Centcom, Comando centrale degli Stati Uniti.

Secondo alcune fonti, gli Houthi avrebbero anche tagliato tre cavi sottomarini nel Mar Rosso, interrompendo le reti di telecomunicazioni, compreso il traffico internet. Quest’ultimo sta diventano un tema sempre più centrale nella crisi: i danni ai cavi stanno interrompendo costringendo i fornitori di servizi web a reindirizzare circa un quarto del traffico tra Asia, Europa e Medio Oriente. Secondo la Cnn, che cita una nota della società di telecomunicazioni di Hong Kong HGC Global Communications, il 25% del traffico tra Asia ed Europa, nonché Medio Oriente, è stato colpito. La società ha affermato che sta reindirizzando il traffico per ridurre al minimo i disagi per i clienti e sta anche “estendendo l’assistenza alle aziende interessate”.

HGC non ha detto come i cavi fossero stati danneggiati o chi fosse il responsabile: la distruzione arriva settimane dopo che il governo ufficiale yemenita aveva avvertito della possibilità di un attacco ai cavi da parte dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran, che hanno già interrotto le catene di approvvigionamento globali attaccando navi commerciali nel Mar Rosso. Le prime accuse erano arrivate la scorsa settimana dal quotidiano israeliano Globes, ma il leader degli Houthi Abdel Malek al-Houthi aveva negato tutto: “Non abbiamo intenzione di prendere di mira i cavi marittimi che forniscono Internet ai paesi della regione”, aveva affermato.

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