È il 25 novembre 2023, in un hotel non lontano da Potsdam, in Germania, il 35enne austriaco Martin Sellner, figura di spicco della Nuova Destra e del Movimento Identitario, un’organizzazione di estrema destra che è stata sciolta in Francia e i cui simboli sono stati banditi in Austria per incitamento all’odio, prende la parola. Ad ascoltarlo, in questo incontro a porte chiuse, ci sono imprenditori, membri dell’alta borghesia tedesca, neonazisti e politici del partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland per discutere di un piano per deportare fino a 2 milioni di persone dal Paese. La riunione, che doveva restare segreta, è stata documentata in un’inchiesta del collettivo di giornalismo investigativo Correctiv.

Nel suo intervento, Sellner ha esposto un piano per espellere dalla Germania e deportare in un’area imprecisata del Nordafrica, attuando così la cosiddetta “remigrazione”, tre categorie di persone: richiedenti asilo, immigrati con permesso di soggiorno e “cittadini non assimilati”, cioè tedeschi di seconda e terza generazione ritenuti non integrati. L’espulsione di rifugiati e migranti illegali è un punto programmatico di Alternative für Deutschland (AfD). Parlamentari come Matthias Helferich insistono ossessivamente sul concetto di “remigrazione”, pubblicando sui social locandine di propaganda, dalla vaga estetica neonazista, generate con l’intelligenza artificiale e redigendo sommari sui vantaggi delle deportazioni di massa, dai risparmi sul welfare state alla diminuzione dei prezzi degli immobili per effetto della riduzione della popolazione. Tuttavia, a differenza del passato, per la prima volta esponenti di AfD hanno avallato un piano che implicherebbe anche la privazione dei diritti civili per milioni di cittadini tedeschi, figli delle precedenti ondate migratorie.

Secondo Correctiv, la deputata Gerrit Huy avrebbe risposto alla proposta di Sellner dichiarando che occorrerebbe attirare in una trappola gli immigrati con cittadinanza tedesca, offrendo loro un secondo passaporto in modo che sia possibile revocargli quello tedesco. Roland Hartwig, braccio destro della leader Alice Weidel, avrebbe invece espresso apprezzamento per Sellner, di cui starebbe leggendo con piacere il libro. “Rimanderemo gli stranieri nei loro Paesi d’origine. Milioni di volte. Questo non è un piano segreto. È una promessa. Per una maggiore sicurezza. Per una maggiore giustizia. Per la preservazione della nostra identità. Per la Germania”, ha dichiarato, confermando tali intenzioni, il deputato di AfD René Springer dopo l’uscita dell’inchiesta.

Negli ultimi tempi, le fantasie di purezza etnica della Germania coltivate da AfD stanno rivelando il volto più oscuro del partito che dal marzo 2021 è monitorato dai servizi segreti interni come “caso sospetto” di minaccia all’ordine democratico. Alcuni membri dell’ala giovanile del partito, come Tomasz Froelich, dodicesimo nella lista dei candidati per le elezioni europee, hanno auspicato l’espulsione dalla Germania persino dei cittadini tedeschi contrari alle politiche di AfD.

Lo stesso dialogo con Sellner cozza però con le posizioni di facciata del partito che avrebbe in teoria inserito il Movimento Identitario in una lista di incompatibilità. Ma l’elenco delle collaborazioni con i giovani identitari è lungo e non imbarazza affatto i vertici di AfD. Lo scorso dicembre, ad esempio, Maximilian Krah, candidato di punta alle europee, è stato invitato a un convegno degli identitari austriaci a Vienna, poi ufficialmente saltato per malattia. Krah, un filorusso che flirta con teorie del complotto razziste come la sostituzione etnica, ha idee in tutto e per tutto simili a Sellner. In un manifesto pubblicato la scorsa estate da una casa editrice di estrema destra, ha quantificato in 25 milioni, di cui 15 milioni di cittadini tedeschi, le persone con un background migratorio incompatibili con l’idea di “etnostato” tedesco. In quanto membro del raggruppamento europeo di Identità e Democrazia, lo stesso della Lega, Krah intesse legami internazionali: è stato in visita dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, dall’ex stratega di Trump Steve Bannon e nel club trumpiano dei giovani repubblicani di New York, insieme alla leghista Susanna Ceccardi. All’interno di Alternative für Deutschland, Krah fa parte della stessa corrente del leader in Turingia Björn Höcke che, secondo la sentenza di un tribunale, può essere legalmente definito “fascista” per via delle sue affermazioni. Tra queste, l’intento dichiarato di deportare con la forza milioni di persone, non solo immigrati, ma anche tedeschi dissidenti con il progetto della remigrazione di massa.

Lo scoop di Correctiv giunge in una fase di grande ascesa di Alternative für Deutschland (AfD) che è attualmente secondo partito nei sondaggi con il 23% dei consensi. Più la forza negoziale del partito cresce, più nel Paese si diffonde il timore che cada il “cordone sanitario”, il tabù di un’alleanza con la destra radicale. A questo proposito, è significativo che all’incontro in hotel partecipassero anche due membri della Cdu appartenenti alla corrente Unione dei Valori, in odore di scissione e trasformazione in partito.

Proprio il veto posto dai cristiano-democratici è al momento il più grande ostacolo per l’obiettivo salviniano di una destra unita alle europee. Le voci del meeting segreto sembrano consapevoli della pazienza necessaria per i cambiamenti: si parla di strategie a lungo termine per far evolvere il clima culturale nel Paese, di finanziare campagne per influenzare le giovani generazioni su TikTok e di delegittimare, come Trump negli Stati Uniti, il risultato delle elezioni. Le rivelazioni hanno suscitato grande clamore in Germania, riaprendo il dibattito sullo scioglimento per legge di AfD.

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