La maggioranza non si rassegna a mollare Gian Carlo Blangiardo. Dopo la fumata nera della scorsa primavera, il centrodestra sembra voler provare nuovamente a riportare il demografo 74enne alla guida dell’Istat. Secondo quanto appreso dall’Ansa, sulla base di una richiesta da parte di Fratelli d’Italia l’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera ha messo in calendario per domani, mercoledì 20 settembre, la votazione sul professore vicino alla Lega. Poche ore dopo, però, sarebbe pervenuta alla presidenza la richiesta, sempre da parte di FdI, di sospendere la votazione. Per l’ok alla nomina serve la maggioranza qualificata e dunque il sostegno dei voti anche di parte dell’opposizione.

La mossa del partito di Giorgia Meloni è sintomo della volontà di far tornare in Parlamento il confronto su Blangiardo. Dal 21 marzo scorso l’Istat è di fatto senza un presidente: l’istituto ha affidato l’ordinaria amministrazione a Francesco Maria Chelli, il componente più anziano del Consiglio, “in attesa del perfezionamento della nuova nomina del Presidente”. Ma la nomina non è mai arrivata: nonostante vari tentativi andati a vuoto, però, la maggioranza pare non rassegnarsi nemmeno ora al fatto di non avere i numeri, nelle commissioni Affari costituzionali.

Blangiardo, da pensionato, ha guidato dal 2019 a inizio 2023 l’istituto di statistica a titolo gratuito. Il suo incarico è scaduto a febbraio e il centrodestra per rinnovarlo aveva cambiato con il decreto Pnrr la norma della legge Madia che consentiva l’assunzione di pensionati nella Pubblica amministrazione solo se impiegati a titolo gratuito. In questo modo il demografo vicino alla Lega, la cui gestione ha ampiamente scontentato i dipendenti dell’ente, potrà ricevere anche un lauto emolumento. La strategia della maggioranza però si è impantanata appunto a marzo scorso, visto che le opposizioni compatte hanno deciso di votare contro la nomina. Una decisione figlia anche della protesta dei lavoratori dell’Istat.

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