Il Ministro della sanità tedesco Karl Lauterbach (SPD) venerdì ha presentato un piano nazionale di difesa dal caldo con cui mira a portare sotto le 4.000 unità il numero delle morti da colpi di calore. Deve servire a ridurre subito i rischi, attraverso una maggiore collaborazione tra sistema sanitario nazionale, medici di base, ospedali, case di cura, Comuni e Länder, un’informazione più efficace e avvisi alla popolazione.

I medici di famiglia e le casse mutua devono contattare miratamente i pazienti più a rischio: anziani, malati, donne incinta e i bambini. Proprio gli anziani malati cronici bevono troppo poco, tra l’altro perché credono che con l’insufficienza cardiaca faccia male bere tanto. È fondamentale chiarire gli errori. Alcuni farmaci possono avere efficacia diversa col calore, altri potrebbero dover essere tenuti in frigorifero, oppure assunti con un altro dosaggio, ha illustrato Markus Beier, presidente dell’Associazione dei medici di base (Deutscher Hausärzteverband); negli ambulatori sarà quindi affisso l’avviso: “Col calore le vostre medicine hanno un’altra efficacia, parlatene con noi”.

Con lo stesso spirito, cuore della campagna nazionale è l’affissione nelle strutture sanitarie e di cura di un codice di sei comportamenti da tenere in caso di caldo estremo: bere a sufficienza, restare all’ombra, mangiare leggero, tenere la casa fresca, evitare gli sforzi fisici e prestare attenzione a sé e gli altri.

I Länder dovranno usare gli avvisi del servizio meteorologico nazionale e nei casi di ondate di calore estreme saranno ipotizzabili allarmi via sms e l’app di emergenza NINA. Il ministero della Sanità ha poi predisposto un portale di servizio per i Comuni. Karl Lauterbach ha pure sottolineato il ruolo delle emittenti pubbliche nel portare il tema della tutela dal caldo in maggior primo piano nei notiziari.

Lauterbach non ha nascosto che il piano “riprende all’80% quanto viene fatto efficacemente in Francia” e “abbiamo perso tempo”. In Francia è da ormai vent’anni che esiste un sistema di allarme a quattro livelli; in quello più grave i Comuni devono facilitare l’accesso a piscine e spiagge, distribuire dell’acqua e cancellare le lezioni scolastiche di sport; in casi estremi possono pure essere annullate manifestazioni pubbliche.

In Francia esiste un registro comunale degli anziani da aiutare a superare il caldo, il piano tedesco non prevede invece misure vincolanti per le strutture comunali o di cura. La professoressa Henny Annette Grewe, scienziata della salute dell’Università di Fulda, censura perciò la mancata definizione di soglie di intervento. Per la dottoressa Andrea Nakoinz dell’Associazione tedesca cambiamento climatico e salute (Deutsche Allianz Klimawandel und Gesundheit – KLUG) per contro è finalmente un passo avanti.

Il piano nazionale è tuttavia solo un inizio, tutti i Comuni e le strutture dovranno avere uno schema di intervento. In alcune città tedesche esistono già delle misure, a Berlino ci sono degli autobus refrigerati per i senzatetto e delle app indicano le aree rinfrescate o le fontane più vicine. A Colonia, all’arrivo di ondate di calore, sono diffusi avvisi anche in dialetto. Nel centro di Hameln (Bassa-Sassonia) si sperimenta una “capanna climatica”.

Anche le Organizzazioni sociali tedesche SoVD e VdK approvano l’iniziativa di Lauterbach. Ora è importante che però sia messa in pratica e per questo è indispensabile il coordinamento tra i diversi attori e mezzi finanziari adeguati. Critiche di “allarmismo” provengono per contro da Tino Sorge, portavoce al Bundestag CDU/CSU di temi sanitari. La Presidentessa dell’Ufficio federale di tutela dalle radiazioni (Bundesamts für Strahlenschutz – BfS) Inge Paulini, ha sottolineato invece l’importanza di salvaguardare la popolazione anche dalle radiazioni UV, con isole verdi nelle città e ripensando le attività nelle scuole e negli asili per evitare l’esposizione all’aperto nelle ore di maggiore intensità. Utili potrebbero anche essere distributori pubblici di crema solare, come sulle coste olandesi.

Le stime parlano di 8.000 morti in Germania per colpi di calore l’anno scorso e il Robert Koch-Institut ha registrato tra metà aprile e metà luglio di quest’anno circa 1.500 decessi riconducibili al caldo. Lauterbach non ha escluso perciò anche altre misure: “In futuro vogliamo adottare ancora altre best practices”. In autunno una conferenza individuerà misure strutturali per affrontare l’estate 2024.

Lauterbach dopo la pandemia, contro i colpi di calore torna ad indossare i panni dell’ammonitore. Il suo piano era già stato preannunciato a giugno; suggestivamente arriva però a ridosso del tweet pessimista riferito ai rilievi dell’ESA sul futuro delle vacanze nel Sud Europa. Valutazione rintuzzata dalla collega italiana del Turismo Daniela Santanché e dal giornalista e conduttore tv Andrea Giambruno con un’uscita che la seconda emittente pubblica tedesca Zdf ha raccontato titolando: “Il partner della Meloni grida contro Karl Lauterbach”.

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