Il parlamento israeliano ha approvato la legge che limita i poteri della Corte Suprema, uno dei principali provvedimenti della controversa riforma giudiziaria voluta dal governo di Benjamin Netanyahu. I voti a favore sono stati 64, tutti quelli della maggioranza. Non vi sono stati voti contrari perché l’opposizione ha abbandonato l’aula della Knesset. L’approvazione definitiva è arrivata malgrado ampie proteste in tutto il paese in corso da mesi, che hanno coinvolto anche i riservisti delle forze armate e il mondo delle imprese. Il voto è stato preceduto da 30 ore di infuocato dibattito alla Knesset e da alcuni falliti tentativi di raggiungere un compromesso con l’opposizione. Mentre si discuteva nell’aula, centinaia di migliaia di persone manifestavano contro il provvedimento davanti alla Knesset, agitando bandiere israeliane. Malgrado il carattere pacifico della manifestazione, la polizia ha fatto uso di idranti per disperdere la folla

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Israele, così il governo più a destra della storia mina la democrazia: la Corte Suprema era l’unico vero contrappeso al potere

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Il voto in Spagna parla anche all’Italia: siamo pronti a sfidare l’attuale assetto di potere?

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