Finita malissimo la lunga querelle con Azione, per Italia Viva è arrivato il momento delle polemiche interne. Il pretesto lo ha fornito l’assemblea nazionale di sabato a Napoli, con la comunicazione della scelta di Raffaella Paita come coordinatrice nazionale. Una decisione personale di Matteo Renzi, arrivata a lavori conclusi e senza alcuna discussione. La volontà del capo ha lasciato di stucco Luigi Marattin ed Elena Bonetti, tra i fedelissimi della prima ora dell’ex presidente del Consiglio. Il metodo della nomina ha aperto gli occhi anche a loro: il capo ha una vocazione accentratrice. E ora chiedono una “contendibilità” reale, a tutti i livelli, nel partito. Giurano che non si tratta di uno strappo, ma la risposta piccata della stessa Italia Viva in una nota di fatto lo certifica. La nomina “rientra nei poteri” del presidente Renzi “e non necessita di alcuna comunicazione formale”. Uno ‘sdeng’ condito dalla ‘tirata d’orecchie’ per non essere intervenuti nel corso del dibattito assembleare. Insomma, è arrivata l’ora delle turbolenze interne nel finora granitico renzismo.

Marattin e Bonetti avevano usato toni pacati pur ponendo un tema pesante, la risposta ‘firmata’ da Renzi è un richiamo a mettersi in riga. Con i toni tipici dell’ex presidente del Consiglio quando si tratta di ‘sistemare’ i disturbatori: tirare dritto e rimettere in ordine. Accogliendo favorevolmente la decisione di svolgere i congressi locali a ottobre, i due avevano parlato di una “decisione giusta” perché va nella direzione di “favorire partecipazione e contendibilità” dentro Italia Viva, come chiesto dalla base. Poi erano arrivate le spine: “Tuttavia, alla fine dell’Assemblea – quando non era più possibile intervenire – il presidente ha comunicato l’avvenuta nomina di un coordinatore nazionale, Raffaella Paita. Una collega di valore con cui abbiamo condiviso tanto e con cui non è nostra intenzione fare neanche un briciolo di polemica o mostrare segni di sfiducia”. Le critiche sono state tutte per il metodo: “Si è venuta però a creare una situazione strana: gli iscritti di Italia Viva, all’interno di una competizione libera e democratica, sono considerati meritevoli di poter scegliere il coordinatore comunale, quello provinciale e quello regionale. Ma non quello nazionale. Che, prima ancora di ogni modifica statutaria che istituisca quel ruolo (ora non presente), viene nominata al termine dell’assemblea senza possibilità di discussione né informazione preventiva”.

Quindi la richiesta: “Pertanto siamo a proporre che nel mese di ottobre la comunità di Italia Viva possa avere modo di scegliere sia i coordinatori locali che quello nazionale. Una scelta che, siamo sicuri, troverà la condivisione anche di Lella, il cui ruolo verrebbe così legittimato da una competizione aperta e democratica. Esattamente come quella che dovrà affrontare chi si candiderà a coordinatore locale”. La proposta che “avremmo fatto in Assemblea ieri se la nomina di un coordinatore fosse stata annunciata all’inizio e non alla fine”, hanno concluso Marattin e Bonetti, ha “il solo scopo di rafforzare ulteriormente la comunità politica di Italia Viva e fare in modo che tutte e tutti possano ancora sentirla come casa”. Di fronte a una prima velata critica, ecco la nota di Italia Viva, sulla quale ci sono ovviamente le impronte di Renzi: “La nomina di Paita rientra nei poteri statutari organizzativi e politici del presidente”, ovvero proprio Renzi, “e non necessita di alcuna comunicazione formale”. Io sono io, voi al vostro posto.

Finita? Macché: “Stupisce che si faccia un’assemblea per lunghe ore e due autorevoli dirigenti nazionali non intervengano nel merito di un dibattito che ha toccato molti temi come le tasse, la demografia, l’Europa, la sicurezza. Sarebbe stato prezioso ascoltare dal vivo le considerazioni di Luigi e Elena (Marattin e Bonetti, ndr) su questi punti anziché limitarsi a leggere un tweet su questioni formali il giorno dopo. Peccato”. Dopo le stoccate, la consueta carezza consolatoria del pater familias: “Nel merito la proposta di accelerare il congresso – che anche altri hanno fatto nel corso del dibattito di ieri – sarà molto volentieri discussa dalla commissione per il regolamento congressuale di cui Marattin e Bonetti saranno formalmente invitati a far parte”.

Articolo Precedente

Pd, Bersani a Schlein: “Da semplice iscritto ci sarò anch’io, è finito il tempo dei fraintendimenti e degli anatemi”

next
Articolo Successivo

Dopo Levi tocca a Giubilei: si dimette da consigliere di Sangiuliano dopo le polemiche sul finanziamento alla Fondazione Tatarella

next