Se poche settimane fa era stato il senatore dem Graziano Delrio a rivelare l’impegno in Parlamento per “una mozione di pace di tutti i partiti”, alcuni parlamentari hanno invece partecipato a Montecitorio alla conferenza “Riscoprire la pace: l’umanità e il dialogo come risorsa”, promossa dai giovani delle Acli: dal presidente M5s Giuseppe Conte all’ex segretario Pd Nicola Zingaretti, fino al dem Paolo Ciani, esponente di Demos che già votò contro le armi all’Ucraina.
“Troppo spesso quando si parla di pace si parla solo di armamenti, ma questo tema deve venire dopo. I giovani devono parlare di pace per immaginare il futuro. La parola pace non può essere divisiva, è una parola unitaria”, ha spiegato Simone Romagnoli, coordinatore nazionale dei giovani delle Acli. “Abbiamo attivato percorsi di coerenza all’indomani della guerra. L’Italia, con il suo grande patrimonio, deve essere un attore terzo di pace. Per fare questo deve prendere una posizione chiara, che non è quella delle armi. Deve trovare vie concrete di costruzione di pace”, ha aggiunto Daniele Taurino dell’European Youth Forum. “Sono venuto per ascoltare, è importante che i giovani si impegnino per la pace”, ha invece precisato a margine dell’evento Giuseppe Conte, presente in platea, pur senza intervenire.
“Come M5s abbiamo già assunto una posizione molto chiara, in particolare per questo conflitto russo-ucraino. Dopo un anno e più ormai abbiamo visto che perseguendo questa strategia militare c’è solo una escalation. Noi vogliamo un percorso di dialogo politico“, ha sottolineato il presidente del Movimento 5 stelle. “Il dialogo politico è l’unico che può offrire la prospettiva di una composizione del conflitto, altrimenti la strada è una escalation incontrollabile. Se va bene durerà anni, se va male, nella prospettiva peggiore della distruzione totale potrebbe durare lo spazio di un mattino”, ha aggiunto.
Tutto mentre a fine mese il giurista Ugo Mattei, già protagonista dei referendum sull’acqua pubblica del 2011, intende lanciare una raccolta firme per alcuni quesiti. Compreso quello, come anticipato al Fatto Quotidiano, sul “divieto di esportazione di armamenti in territori bellici“, al di là dei rischi di inammissibilità del quesito, negata dai promotori. “Mi piacerebbe che chi ha criticato la gestione della guerra, come M5s e Si-Verdi, ci dessero una mano”, aveva auspicato Mattei. Parole alle quali ha replicato lo stesso Conte, ai microfoni del Fattoquotidiano.it: “Impegno per la raccolta firme? Noi siamo conseguenti ovviamente, verso qualsiasi iniziativa che possa aiutare. Non solo dal basso, come quella promossa dai giovani che vogliono dare un contributo al percorso di dialogo e di pace. Dobbiamo lavorare anche perché i nostri governanti a tutti i livelli, comprendano, nell’ambito della comunità internazionale è quella la strada da percorrere”.
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