Meno di 800 euro netti al mese per una figura con almeno 7 anni di esperienza e che lavori assicurando disponibilità nei festivi, nei weekend e reperibilità in ogni momento – notti comprese – sulla base delle esigenze dell’amministrazione. È quanto prevede l’avviso pubblico del Comune di Roma in scadenza il prossimo 31 marzo per la selezione di due medici veterinari per il Servizio di Assistenza al bestiame allevato presso le aziende agricole “Tenuta del Cavaliere” e “Castel di Guido”. Il compenso previsto? 42.000 euro totali in Partita Iva, da dividersi per i due professionisti e a copertura di 21 mesi di lavoro, dal 1° aprile 2023 al 31 dicembre 2024.

Per questo incarico, specifica infatti l’avviso pubblico, “il compenso per la collaborazione è pari a 9.000,00 euro per l’anno 2023 e 12.000,00 euro per l’anno 2024 per ciascuna figura professionale, comprensivo di ENPAV e IVA al 22% se dovuta, con orario flessibile, sulla base delle esigenze di servizio, se necessario anche in orario notturno per emergenze, ivi compreso – se necessario e richiesto dall’amministrazione capitolina – lo svolgimento di attività durante le festività nazionali e nei giorni di sabato/domenica, anche in reperibilità”. Perché ecco, come specificato dagli atti di Roma Capitale, “per assicurare il benessere degli animali in allevamento è indispensabile l’intervento di personale medico veterinario qualificato, reperibile nell’arco completo delle 24 ore, soprattutto tenendo conto delle urgenze che normalmente si verificano”.

Insomma, 1000 euro lordi al mese in Partita Iva, comprensivi di ogni tipo di onere fiscale e contributivo per un lavoro che prevede totale flessibilità da parte dei medici veterinari selezionati. Totale flessibilità, che significa dover sempre essere a disposizione delle esigenze delle due strutture assegnate e limita in maniera consistente la possibilità di poter avere incarichi o collaborazioni con altre strutture per le evidenti difficoltà di organizzazione che presuppone un lavoro dove si può essere chiamati a qualsiasi ora per far fronte a urgenze di ogni tipo. I conti sono presto fatti: 1000 euro lordi al mese, togliendo l’ENPAV e l’eventuale Iva al 22%, diventano meno di 800 euro netti al mese. Ottocento euro, pari al rimborso spese minimo obbligatorio previsto dalla Regione Lazio per uno stagista, per fare un paragone.

Ma in questo caso non si sta parlando di un tirocinio destinato a un giovane lavoratore senza alcun tipo di esperienza, ma di un incarico che prevede tra i requisiti minimi per l’affidamento un diploma di laurea in Medicina Veterinaria conseguito da almeno dieci anni, l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico Veterinario conseguita da almeno sette anni, la comprovata esperienza nello svolgimento della libera professione o della professione presso strutture pubbliche e/o private di almeno tre anni nell’ultimo quinquennio e, infine, anche l’essere automunito.

Delle condizioni inique subite da molti giovani e meno giovani professionisti del settore ilfattoquotidiano.it se n’era già occupato qualche mese fa ma, nonostante le pubbliche denunce degli iscritti all’Ordine del Medici Veterinari, nulla sembra essere cambiato sotto il profilo retributivo e della regolarità contrattuale, tra compensi irrisori che scaricano tutte le spese sulle spalle dei collaboratori e richieste di reperibilità totali mal remunerate. Ma se da un lato è ben noto che nell’ambito privato questa prassi è di fatto pratica assodata, quando a giocare al ribasso con i compensi dei lavoratori è un’amministrazione pubblica, un’istituzione che dovrebbe tutelare i diritti propri cittadini, la questione appare decisamente più grave. Contattato più volte da Ilfattoquotidiano.it per una replica sulle condizioni imposte dal bando, il Comune di Roma non ha fornito alcuna risposta.

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