La festa dei 50 anni di Salvini e il suo karaoke con Giorgia Meloni? Non vedo nulla di strano nel partecipare a una festa privata di compleanno con poche persone e tra amici. Non è che era una manifestazione pubblica. I leader di partito sono persone normali che hanno i loro amici e che festeggiano i loro compleanni. Qual è lo scandalo? Non lo vedo”. Così, ai microfoni de Il caffè della domenica, su Radio24, Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, commenta le polemiche sulla festa di compleanno di Matteo Salvini in un luogo top secret alle porte di Milano, dove ha partecipato un centinaio di persone, tra cui Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi, Giancarlo Giorgetti, l’editore di Libero Antonio Angelucci e il giornalista Nicola Porro, che ha immortalato su Instagram il discusso karaoke della presidente del Consiglio e del ministro dei Trasporti sulle note del pezzo “La canzone di Marinella” di Fabrizio De Andrè.
Tajani aggiunge: “Il compagno di Giorgia Meloni ha la famiglia che vive a Monza, quindi Giorgia Meloni va ogni tanto anche a trovare i suoceri. Non vedo nulla di strano in quello che è accaduto. Certamente c’è una strumentalizzazione“.

Stessa strumentalizzazione politica è vista da Tajani nella ricostruzione della tragedia di Cutro, sulla quale cita ad esempio il parere di Bruno Vespa a conferma della verità ufficiale comunicata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Mi ha fatto piacere che Bruno Vespa, giornalista autorevole nonché uno dei principali giornalisti italiani, abbia detto che, avendo studiato tutto ciò che è accaduto, non c’è stato un solo momento in cui Guardia Costiera e Guardia di Finanza non abbiano fatto il loro dovere. Loro non hanno alcuna responsabilità, quello che è successo è una tragica fatalità. L’opposizione può fare tutte le polemiche che vuole, ma è solo strumentalizzazione politica”.

E sulla gestione dell’immigrazione, ribadisce: “La situazione internazionale sta peggiorando e l’Europa deve accorgersene. Noi a ogni livello poniamo il problema, l’Italia non può essere lasciata sola, perché i nostri 7mila chilometri di costa sono 7mila chilometri di frontiera europea. E le frontiere devono essere assolutamente difese, non possiamo avere un’invasione di migranti irregolari. Lavoriamo per avere migranti regolari, ma gli irregolari non li possiamo accettare”.

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