Dopo il suo arresto, le parole di Eva Kaili pronunciate al Parlamento europeo a Strasburgo il 21 novembre 2022 durante la discussione della risoluzione sui diritti umani in Qatar hanno fatto il giro del mondo. Nel suo intervento a difesa dell’emirato, Kaili non sceglie parole a caso ma usa gli stessi argomenti del governo del Qatar, come dimostra un documento esclusivo depositato presso il registro degli agenti stranieri del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, in cui il Qatar si rivolge al Congresso americano per difendere le proprie politiche in tema di lavoro e di diritti umani. Lo Stato del Qatar scrive di aver “fatto più di ogni altro paese della regione per rafforzare i diritti dei lavoratori migranti”, perché “ha introdotto il salario minimo” e che “i Mondiali di calcio hanno accelerato le riforme del lavoro” e “le accuse” nei suoi confronti sono frutto di una campagna “falsa e diffamatoria”. Completamente schierata dalla parte del Qatar, Kaili ha deciso di sfidare il suo stesso Parlamento: “È una storia molto strana”, racconta Hanna Neumann, la presidente della delegazione per le relazioni con la Penisola Araba, intervistata da Giulia Bosetti nell’inchiesta di PresaDiretta “Europa in vendita” in onda lunedì 27 febbraio alle 21.20 su Rai3.

“Per due anni – prosegue – ho preparato con l’ambasciatore presso l’Unione europea il nostro viaggio in Qatar prima dei Mondiali, in modo da poter sfruttare l’attenzione internazionale per discutere soprattutto dei diritti dei lavoratori migranti. Dovevamo visitare gli stadi e parlare con i sindacati, ma a settembre l’ambasciatore del Qatar è venuto nel mio ufficio e mi ha detto: il parlamento del Qatar non può riceverla. Sono appena tornati dalla pausa estiva”. Hanna Neumann racconta che la sua delegazione stava programmando da due anni: “E dopo due anni si rendono conto che sono appena tornati dalle vacanze estive? Abbiamo dovuto cancellare tutto e io ho avvisato i miei colleghi, inclusa Eva Kaili che è un membro della mia delegazione, dicendo che non saremmo potuti andare. Tre giorni dopo ho visto su Twitter che Eva Kaili si trovava in Qatar e stava incontrando tutti, l’emiro, il primo ministro, il presidente e il vicepresidente del parlamento e stava rilasciando dichiarazioni molto favorevoli su quanti meravigliosi progressi avessero fatto”. Lo sgomento per quanto avvenuto provoca la reazione di Neumann: “Mi sono veramente arrabbiata, ho mandato un messaggio a Eva e le ho detto: ‘Eva, ma che diavolo… Ci stanno prendendo in giro!’. E quando lei è tornata ho chiesto un incontro e le ho detto: ‘Eva, dovevi dirmelo, a livello politico non puoi andare lì e dire quelle cose. E lei mi ha risposto: ‘Sì, ma sai, avrebbe dovuto informarti il mio ufficio ma se ne sono dimenticati, mi dispiace’. E poche settimane dopo è stata arrestata”.

Con l’arresto di Kaili ha inizio il più grave scandalo nella storia dell’Unione Europea. Nell’inchiesta di PresaDiretta anche l’Europa che non riesce a fare fronte comune su temi cruciali come le politiche energetiche, la crisi economica e il rischio di deindustrializzazione. E il Marocco, che condiziona le politiche europee con la sua fortissima attività di lobbying. Per vedere da vicino, PresaDiretta è andata nei campi in Algeria dove i Saharawi si sono rifugiati. Un popolo che da anni, secondo le organizzazioni internazionali, subisce violazioni dei diritti umani, sparizioni forzate, torture. Come mai l’Europa ha continuato a firmare accordi commerciali col Marocco, nonostante le sentenze della Corte Europea che li dichiaravano illegali?

EUROPA IN VENDITA è un’inchiesta di Riccardo Iacona, Giulia Bosetti, Eleonora Tundo,
Eugenio Catalani, Andrea Vignali e Raffaele Marco Della Monica.

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Qatargate, Francesco Giorgi ha lasciato il carcere. Manca ancora parte della documentazione chiesta dalla difesa di Cozzolino

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