Gli inquirenti e gli investigatori del Belgio che guidati dal giudice istruttore Michel Claise, stanno indagando sul Qatargate, sono arrivati il 25 gennaio in Italia e hanno lavorato negli uffici della polizia giudiziaria in forze alla Procura di Milano per una serie di attività tecniche.

In particolare, da quanto si è saputo, hanno fatto le operazione per effettuare la copia forense del materiale contenuto dei pc, nei cellulari e negli altri dispositivi informatici sequestrati in seguito a un ordine di investigazione europeo in Italia eseguito, per esempio, nei confronti di Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni, figlia e moglie di Antonio Panzeri, l’ex eurodeputato in carcere a Bruxelles e che ora sta collaborando per la magistratura.

Da quanto si è saputo gli investigatori belgi stanno copiando solo il materiale selezionato in base a parole chiave e, quindi, utile alle indagini. Stessa metodologia verrà usata per computer e dispositivi sequestrati agli indagati tra cui la commercialista dei Panzeri, Monica Rossana Bellini. Infine verranno acquisite le copie dei documenti cartacei e degli estratti conto di tutte le persone italiane finora coinvolte nell’inchiesta che ipotizza presunte tangenti versate da Qatar e Marocco in cambio di favori ottenuti tramite pressioni su esponenti del parlamento Ue.

Intanto l’ufficio del giudice istruttore di Bruxelles ha inviato alla presidenza della Corte d’appello di Brescia la nota formale con cui il Belgio rinuncia alla consegna di Silvia Panzeri e Maria Dolores Colleoni, figlia e moglie di Antonio Panzeri, l’ex eurodeputato in carcere per il Qatagate, destinatarie di un mandato d’arresto europeo e ai domiciliari dallo scorso dicembre. La nota con cui la magistratura belga spiega di non avere più interesse alla consegna è stata, quindi, girata dal presidente della Corte, Claudio Castelli, ai due collegi che nelle scorse settimane avevano dato il via libera al trasferimento delle due donne in un carcere del Belgio. I giudici domani si riuniranno per la decisione che, salvo colpi di scena, è scontata: revocheranno la misura cautelare con un non luogo a provvedere e quindi le due donne torneranno libere. Come è stato spiegato, in questo caso “particolare” non è necessaria la formalizzazione dell’atto di rinuncia da parte del Ministero della Giustizia.

Sul fronte belga invece, si terranno domani 26 gennaio le udienze davanti alla Camera di consiglio del tribunale di Bruxelles per il riesame della custodia cautelare di Francesco Giorgi e Niccolò Figà-Talamanca. Lo ha confermato la procura federale del Belgio. La giustizia belga dovrà decidere se prolungare la detenzione per entrambi o disporre misure alternative. Francesco Giorgi, per anni braccio destro dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri – ritenuto dagli inquirenti la figura centrale dello scandalo e diventato ora un collaboratore di giustizia – e compagno dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili – anche lei in carcere -, è rappresentato dall’avvocato Pierre Monville. Niccolò Figà-Talamanca, responsabile dell’Ong ‘No Peace Without Justicè, è invece difeso dall’avvocato Barbara Huylebroek. Per entrambi le accuse sono di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro.

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