“È giunto il momento di iniziare a lavorare per una pace giusta per l’Ucraina”. In un’intervista a Repubblica, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si schiera per la prima volta in modo esplicito a favore di una svolta nel dialogo tra Kiev e Mosca. “L’Italia è molto interessata e sosterrà ogni iniziativa politica e diplomatica. Tutta l’alleanza atlantica, tutti i Paesi che vogliono la pace saranno pronti a parlare con Putin se, davvero e con concretezza, dimostrerà che questo è il suo interesse genuino”, dice l’ex presidente dell’Europarlamento. Che invita il Cremlino a “dare segnali concreti anziché bombardare la popolazione”: “Tutti vogliamo la pace, ma deve passare per l’indipendenza di Kiev, non attraverso la sua resa”, sintetizza.

Sugli invii di armi, il vicepremier conferma che l’Italia “continuerà a seguire la linea di Nato e Ue“. E sulla scelta di fornire a Kiev anche i sistemi anti-aerei Aspide risponde svicolando: “C’è un percorso gestito dalla Difesa per nuovi armamenti in base alle richieste ucraine”. L’intervista è stata resa nelle stesse ore in cui Usa e Francia hanno lanciato una conferenza internazionale di pace a Parigi per il prossimo 13 dicembre: in conferenza congiunta con Emmanuel Macron alla Casa Bianca, il presidente statunitense Joe Biden ha detto di essere “pronto a parlare con Putin se mostra segnali di volere cessare la guerra”, pur specificando che “finora non lo ha fatto”.

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