Dopo la pubblicazione del secondo audio di Silvio Berlusconi su Vladimir Putin, con tanto di accuse al presidente ucraino Zelensky, tra gli applausi dei parlamentari di Forza Italia, era stata Giorgia Meloni ad avvertire gli alleati: “Atlantismo o fuori dal governo, a costo di non farlo”, era stato l’ultimatum.
Parole però che non sembrano mettere in discussione la posizione del coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, indicato nel toto-ministri come futuro ministro degli Esteri: “Berlusconi su Zelensky e Putin? Mi sembra che Tajani abbia fatto un post chiarificatore, domani lo ribadirà di fronte al Ppe, dove si spiegano le posizioni storiche di Forza Italia, di vicinanza al popolo ucraino e contro l’invasione immotivata della Russia”, ha tagliato corto il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida.
“Può fare il ministro degli Esteri dopo le parole di Berlusconi? Non mi occupo di ministeri…”, ha tagliato corto. Per poi concludere: “Pregiudiziale le parole del leader di Forza Italia? Noi rispettiamo la Costituzione. Al massimo, c’è una persona che, secondo la Costituzione, può porre eventuali criticità, ovvero il presidente della Repubblica Sergio Mattarella”, ha tagliato corto.
Allo stesso modo, da FdI nessun commento sugli applausi del gruppo di Forza Italia dopo le parole del loro leader su Zelensky: “Imbarazzo per il comportamento dell’alleato? Non seguo le riunioni degli altri partiti, ciò che mi interessa è che il popolo italiano ha sostenuto un programma chiarissimo. Se il governo a guida Meloni nascerà, sarà dalla parte dell’Occidente, contro l’imperialismo di Putin”, ha concluso.
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Meloni dopo il nuovo audio di Berlusconi: “L’Italia è parte della Nato, chi non concorda è fuori. A costo di non fare il governo”

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