Un altro scandalo scuote il partito Sudtiroler Volkspartei a Bolzano. Dopo i veleni delle intercettazioni telefoniche che avevano documentato lo scorso inverno feroci guerre intestine, dopo le dimissioni di una consigliera per aver percepito un rimborso spese indebito, adesso il segretario Philipp Achammer (in foto), da pochi giorni riconfermato nell’incarico, ha sospeso il consigliere provinciale Manfred Vallazza da tutte le funzioni di partito. Il provvedimento arriva poco dopo che l’interessato era stato sentito dai vertici Svp per spiegare una situazione piuttosto scabrosa dal punto di vista dell’intreccio tra ruolo pubblico e interessi di famiglia. Il Tribunale Amministrativo Regionale, investito da un ricorso del Comune di La Valle, aveva infatti adombrato un vantaggio economico di cui il consigliere avrebbe usufruito ai danni della pubblica amministrazione, nell’ambito dell’edilizia sociale.

La sentenza con cui veniva respinto il ricorso, a favore della Provincia Autonoma, ha portato all’apertura di un fascicolo d’indagine da parte della Procura della Repubblica con l’ipotesi di concorso in abuso d’ufficio. Nella stessa indagine, oltre a Vallazza, è coinvolto anche il sindaco di La Valle, Angel Miribung. Vallazza aveva ceduto un proprio terreno per realizzare una nuova zona di espansione per l’edilizia agevolata. Il Comune aveva interessato la Provincia, ma quest’ultima non aveva concesso il contributo. Il Comune di La Valle aveva quindi presentato ricorso al Tar bolzanino, che ha però dato ragione all’amministrazione provinciale. Nel frattempo la casa costruita sul terreno era stata assegnata alla sorella e a un cugino di Vallazza. Sono così sorti i sospetti sulla regolarità della procedura, che ha messo nei guai, seppure solo da un punto di vista indiziario, anche il sindaco del paese, che fa parte dell’area della Ladinia.

La vicenda è venuta a galla a seguito di alcuni articoli giornalistici. Vallazza si era difeso pubblicamente dalle accuse respingendo “in modo deciso” tutte gli addebiti che riguardano lui e la sua famiglia. “Queste accuse si riferiscono a un periodo precedente la mia attività politica”, scrive Vallazza, che è stato consigliere comunale a La Valle, dove risiede, ed è anche rappresentante delle comunità ladine. “Devono esserci stati molti casi simili in Alto Adige, come mi è stato confermato da diversi sindaci e dalle persone interessate nei giorni scorsi. Inoltre, gli uffici provinciali e la giunta hanno approvato la designazione della zona menzionata”. Il caso non poteva non scuotere l’amministrazione. Per questo Vallazza ha annunciato un monitoraggio su altre pratiche simili e ha spiegato: “In risposta a un’interrogazione provinciale, gli uffici competenti stanno attualmente esaminando il numero di casi comparabili e in che misura questa pratica amministrativa sia stata utilizzata dai Comuni in passato. Sono ovviamente disponibile in qualsiasi momento a collaborare nel senso del chiarimento più rapido e completo possibile”. Annuncia, però, che potrebbe farsi da parte: “Se si dovesse accertare che io o la mia famiglia abbiamo subito un trattamento speciale ingiustificato, che si discosta dalla pratica amministrativa dell’epoca, o che si determinano circostanze rilevanti ai sensi del diritto penale, a seguito delle quali si è verificato un illecito vantaggio, ovviamente ne trarrò le conseguenze e mi dimetterò da tutte le mie funzioni di partito e da tutti i mandati politici”.

Si è mosso prima il partito, seppur in via precauzionale. “In vista di un approfondito chiarimento delle accuse mosse, Manfred Vallazza è temporaneamente sospeso da tutte le funzioni di partito” ha annunciato il segretario Svp, Philipp Achammer. La decisione è stata presa grazie alle competenze di cui gode dopo la riforma dello statuto del partito deciso dal congresso della Stella alpina del 3 settembre scorso. Ora la direzione del partito deve ratificare il provvedimento entro 30 giorni. Svp era stato travolto lo scorso inverno dallo scandalo delle intercettazioni telefoniche, pubblicate in un libro (“Freunde im Edelweiss” dei giornalisti Christoph Franceschini e Arthur Oberhoffer), che ricostruiva le manovre legate all’assegnazione dell’appalto per i servizi di trasporto pubblico Sad e le rivalità interne degli “amici” del partito della Stella Alpina. Ad esempio, l’ex assessore Thomas Widmann aveva espresso apprezzamenti molto negativi sul presidente della Provincia Arno Kompatscher. Quest’ultimo a marzo gli aveva tolto le deleghe e dopo un tira e molla si era dimesso, restando però in consiglio provinciale. Il dicembre precedente la consigliera provinciale Jasmin Ladurner si era dimessa perché finita sotto il faro della Corte dei Conti a causa di rimborsi spese non dovuti per trasporti che aveva percepito nell’esercizio del mandato. Secondo il suo difensore, si trattava di 511 euro (somma poi restituita), sufficienti però ad indurla a lasciare l’incarico.

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