Si prospetta come un duello tra centrodestra e l’alleanza di centrosinistra autonomista la sfida per conquistare il collegio uninominale della Valle d’Aosta. Sempre che non riesca un eterno, nuovo ritorno all’ex presidente di Regione Augusto Rollandin, condannato in via definitiva nel 1994 per una vicenda legata all’appalto di una discarica. Complicato, certo, visto che Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si presenteranno per la prima volta uniti nella regione alpina, mentre la lista Vallée d’Aoste – che comprende Union Valdotaine, Alliance Valdotaine, Vda Unie, Stella Alpina, Azione, Italia Viva e Partito democratico – rappresenta il “campo largo” valdostano per cercare di fermare l’ascesa della destra tra le Alpi.

Nelle due liste non ci sono impresentabili, anche se tra gli elettori di centrodestra solleva molti dubbi la candidatura alla camera della coordinatrice regionale di Forza Italia Emily Rini, per via del suo passato politico tra le fila dell’Union Valdotaine in governi di centro sinistra: ben 13 anni seduta in consiglio regionale dove ha ricoperto più volte la carica di assessora e presidente del consigli). Alla Camera potrebbe avere la meglio l’imprenditore Giovanni Giradini con il suo movimento La Renaissance, che già alle elezioni comunali di Aosta del 2020 era arrivato davanti al centrodestra con una lista civica.

Ma la grande sorpresa di questa tornata elettorale è la candidatura di Rollandin al Senato, con il suo partito personale Pour l’Autonomie. “L’imperatore” della Valle d’Aosta, uscito “pulito” dal suo ultimo processo – nel marzo 2019 era stato condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione con rito abbreviato per una vicenda legata al Forte di Bard, e poi nel settembre 2021 prosciolto dalla Corte di Appello di Torino – ha tutta l’intenzione con questa discesa in campo di voler dimostrare ai suoi ex colleghi autonomisti che ha ancora un peso politico.

Rollandin ha iniziato la carriera politica nel 1975 come sindaco del suo paese, Brusson, tra le file dell’Union Valdotaine. Nel 1978 è stato eletto il Consiglio Regionale ricoprendo da subito e giovanissimo – 29 anni – la carica di assessore alla Sanità, per poi diventare presidente della Regione dal 1983 al 1990. Nel 1992 iniziano i suoi guai giudiziari. Viene accusato di abuso d’ufficio e turbativa d’asta dalla procura di Aosta per via dell’aggiudicazione di un appalto regionale per la bonifica di una discarica di rifiuti risalente al giugno 1988.

Rollandin si dimette dall’esecutivo dove era assessore all’Agricoltura, ma resta capogruppo in consiglio dell’Union Valdotaine. Il procedimento chiuderà nel 1994 e verrà condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 mesi di reclusione e interdetto dai pubblici uffici. Nel 1993, sei mesi dopo la sua elezione in consiglio regionale, Rollandin viene arrestato per voto di scambio in merito ad uno scandalo trasporti, e finisce in carcere per 5 mesi in custodia preventiva. Al processo, tenutosi il 29 febbraio 1996, Rollandin viene condannato a 10 mesi, ma nell’ottobre del 1999 nel giudizio di secondo grado dalla Corte d’Appello di Torino, tutti gli imputati vengono assolti.

Alle elezioni politiche del 13 maggio del 2001, decaduta l’interdizione dai pubblici uffici, “l’imperatore” torna in politica dopo 8 anni, e con il 49% dei consensi viene eletto in Senato. A Roma crea assieme a Giulio Andreotti e Francesco Cossiga il gruppo “Per le Autonomie”, che nasce per rappresentare gli esponenti dei partiti delle minoranze linguistiche. Nelle elezioni del 28 giugno 2006 l’imperatore non viene riconfermato, ma nel 2008 si presenta alle elezioni regionali totalizzando il record assoluto di preferenze, con 14mila voti, e ritornando presidente della Regione.

Nel 2013 riecco i guai giudiziari. Il 17 giugno riceve un avviso di garanzia e il 26 luglio 2013 viene rinviato a giudizio dalla procura di Aosta per l’inchiesta sulla realizzazione del parcheggio dell’ospedale regionale Parini. Rollandin sceglie però di non inviare alcuna memoria difensiva alla procura e il 24 novembre 2014 il giudice per l’udienza preliminare di Aosta lo assolve perché “il fatto non sussiste”. Dopo l’ultima condanna – dove sarà poi prosciolto – ovvero quella del marzo del 2019 per corruzione, l’attuale presidente della Regione Valle d’Aosta Erik Lavevaz, che allora era presidente dell’Union Valdotaine, lo invita a lasciare il partito. Rollandin invece si presente alle elezioni regionali del 2020 con Pour l’Autonomie – che conquista tre seggi – e viene eletto con 1.000 preferenze. Attualmente siede tra i banchi del consiglio regionale. Sempre che non vada a gonfie vele la nuova corsa verso Roma.

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