Lufthansa ed il sindacato Ver.Di si sono accordati sugli aumenti di stipendio per il personale di terra al termine della terza tornata di incontri. L’accordo interessa circa 20mila addetti della compagnia impegnati ai check-in e nella preparazione dei velivoli. Resta però ancora aperta la trattativa avviata dai piloti. L’accordo prevede incrementi di salario in tre fasi dopo le rinunce figlie dei due anni di pandemia. Un importo fisso di 200 euro mensili retroattivo al primo luglio al quale si aggiungeranno dal 1° gennaio dell’anno prossimo un ulteriore 2,5%, almeno 125 euro mensili in più come minimo, e dal primo luglio 2023 un ulteriore scatto del 2,5%. L’accordo salariale durerà 18 mesi e cesserà il 31 dicembre 2023. Il sindacato aveva inizialmente puntato ad un accordo per 12 mesi richiedendo incrementi del 9,5% ed un salario minimo di 13 euro/ora, cioè almeno 350 euro al mese di aumento. Lufthansa invece avrebbe voluto fare dipendere l’aumento dal luglio 2023 dagli utili della compagnia.

Ora i risultati devono essere formalmente approvati da un sondaggio tra i membri del sindacato, ma ambedue le parti impegnate nella trattativa si sono dette soddisfatte del risultato raggiunto. Per il sindacato Ver.Di l’accordo contempla sia un recupero dell’inflazione che un ulteriore aumento del salario reale, con un incremento quantificabile tra il 13,6 ed il 18,4% idoneo a dare sicurezza ai lavoratori indipendentemente dall’andamento della compagnia. Per Lufthansa è positivo come si sia riuscito a prendere in considerazione più che proporzionalmente i salariati con le retribuzioni medio-basse, ed arriva ad attribuire nel loro caso un miglioramento del 19,2%.

Con l’intesa è stato sventato il pericolo di nuovi scioperi del personale di terra. La giornata di astensione dal lavoro indetta una settimana fa aveva già portato al cancellamento di un migliaio di voli lasciando a terra oltre 134mila persone e provocando costi a Lufthansa nell’ordine dei 35 milioni di euro. Per di più nel bel mezzo della stagione estiva e con i passeggeri già indispettiti dalle carenze di personale negli aeroporti. Christine Behle, direttrice della delegazione del sindacato impegnata nelle trattative, aveva già minacciato nuove astensioni dal lavoro in caso non fosse stata raggiunta un’intesa.

La compagnia aerea nazionale tedesca sta tornando del resto a produrre utili: l’amministratore delegato Carsten Spohr ha annunciato i primi margini operativi dall’inizio della pandemia pronosticandoli per quest’anno in oltre mezzo miliardo di euro, al netto di tasse ed interessi. Lufthansa aveva però registrato nel 2021 perdite per oltre 2,3 miliardi di euro e aveva dovuto ricorrere all’aiuto della Stato. Il Ceo di Lufthansa e il capo del personale Michael Niggemann confidano ora di raggiungere un accordo anche coi circa 5.000 piloti della “Associazione cockpit”. Il terzo round di trattative è già iniziato mercoledì e proseguito giovedì. In una votazione giorni fa il 97,6% dei piloti della compagnia e addirittura il 99,3% di quelli della flotta merci Lufthansa Cargo hanno approvato la possibilità di scioperare se non si troverà un accordo. I piloti chiedono il 5,5% di stipendio mensile in più per quest’anno, seguito da ulteriori aumenti automatici per coprire l’inflazione ed una struttura tariffaria unitaria.

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