Domenica 3 Luglio si è tenuta, presso Combo Milano, la finale nazionale del Red Bull Solo Q di League of Legends. Si tratta di un torneo dal format particolare, che consente ai giocatori amatoriali di sfidarsi in scontri 1v1.

A vincere il Red Bull Solo Q è stato Edoardo “Suru” Surugiu, 19enne giocatore di Brugherio (MB), il quale è riuscito a farsi strada tra diversi ed agguerriti avversari nella versione speciale della mappa Abisso Ululante, riuscendo a gestire al meglio la scelta del campione, i tempi e la gestione delle ondate, uscendone vincitore ed aggiudicandosi l’accesso ai Play-Off Europei per giocarsi il tutto per tutto e cercare di portare l’Italia alle finali mondiali.

Siamo riusciti ad intervistare Suru e porgli qualche domanda sia sul torneo, che sulla situazione generale degli eSports nel nostro Paese.

Ciao Edoardo, anzitutto complimenti per la vittoria! L’ 1v1 è una modalità molto particolare di League of Legends, quali sono le dinamiche più importanti da tenere a mente durante i game?
A mio parere la dinamica più importante nell’1v1 è conoscere bene le regole e di conseguenza il saper distinguere la propria condizione di vittoria e rispettarla. Inoltre sono importanti anche dinamiche come la gestione delle ondate, sapere quali item costruirsi per ogni occasione e riconoscere come i trade devono andare.

Che ruolo giochi normalmente in League of Legends? Sei già abituato alle Solo Lane? Se sì, come ti ha aiutato questa cosa durante il torneo?
Normalmente gioco top lane quindi ero già abituato a trovarmi 1v1 con l’avversario, ciò ha sicuramente aiutato dato che giocando top ho appreso quello che so. L’esperienza guadagnata con il passare del tempo ha fatto il resto.

Da quanto tempo giochi a League of Legends? Hai partecipato ad altri tornei in precedenza?
Gioco da quasi 4 anni anche se ho fatto varie pause nel mentre. In precedenza avevo partecipato allo scorso Red Bull Solo Q, ma sia perché non l’ho preso seriamente sia perché ero meno esperto non mi sono qualificato per le finali.

Cosa ne pensi della situazione italiana per quel che concerne il lato competitivo/torneistico di League of Legends?
Penso che la scena italiana sia molto indietro rispetto al resto del mondo per vari motivi – principalmente è per un fattore culturale – ma che abbia molte potenzialità per crescere ancora molto e sradicare la convinzione che i videogiochi siano un mero passatempo. Questi preconcetti portano a meno giocatori e meno persone ad interessarsi agli eSport, rendendo il settore meno competitivo in ambito nazionale e internazionale, oltre che a renderlo un ambiente meno proficuo rispetto ad altri paesi.

Quali sono i pick migliori per le 1v1 e perché?
Per stabilire i migliori pick nelle 1v1 bisogna innanzitutto conoscere il regolamento e dove si gioca. Per esempio, nei qualifier si giocava in top lane ed i pick più forti erano sia i combattenti forti nell’1v1 fin dalle fasi iniziali sia i tiratori indipendenti che dominano la corsia. Nella finale, invece hanno tolto il raggiungimento dei 100 minion come condizione di vittoria e hanno aggiunto il sudden death a 7 minuti, momento al quale si giungeva con 1-2 item e al livello 11, rendendo così i tiratori una scelta penalizzante.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Non penso che ci sarà League of Legends nel mio futuro, infatti dopo aver conseguito il diploma delle scuole superiori penso di proseguire gli studi al Politecnico di Milano.

Qualche consiglio per chi intende iniziare a competere seriamente su League of Legends?
Intanto capire cosa voglia dire diventare professionista: significa giocare più di 10 ore al giorno concentrati ed essere messi sempre in discussione – una condizione che mette a dura prova la psiche ed il corpo portando a molto stress. Certo, nel caso di tanto talento e grandi sacrifici, come Jizuke, si può arrivare anche a grandi cifre. Se nonostante queste difficoltà si è convinti di proseguire in questa professione, il mio consiglio è di essere estremamente costante negli allenamenti ed eseguirli con impegno. infine penso che sia importante l’autostima per superare tutte le difficoltà, d’altronde se si punta ad essere professionisti è perché si è bravi!

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