Il premier britannico Boris Johnson ha condannato la decisione di oggi della Corte Suprema americana sull’aborto definendolo “un grande passo indietro”. Interpellato al riguardo a margine del vertice dei leader del Commonwealth in Ruanda, il leader conservatore britannico è stato netto: “Io ho sempre creduto nel diritto di scelta delle donne“, ha tagliato corto. Reazioni di denuncia della svolta del grande alleato americano sono venute nel Regno Unito anche da organizzazioni per i diritti civili e da esponenti di tutti i maggiori partiti. Mentre alcune decine di persone si sono raccolte di fronte all’ambasciata di Washington a Londra per una protesta. Parole di biasimo anche dal presidente francese Emmanuel Macron che su Twitter scrive in francese ed inglese “L’aborto è un diritto fondamentale per tutte le donne. Bisogna proteggerlo. Esprimo la mia solidarietà alle donne le cui libertà sono oggi rimesse in discussione dalla Corte suprema degli Stati Uniti”.

Il premier canadese Justin Trudeau ha definito “orribile” la decisione della Corte Suprema. “Il mio pensiero va alle donne che hanno perso il loro diritto all’aborto”, ha detto. “I diritti sessuali e riproduttivi sono il fondamento di una vita di scelta, emancipazione e uguaglianza per le donne e le ragazze del mondo. Limitare l’accesso all’aborto non impedisce alle persone di cercare un’interruzione di gravidanza, la rende solo più mortale“, afferma Stephane Dujarric il portavoce del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres.

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