Finiti in una ventina di giorni. Si parla dei 170 milioni di euro di incentivi messi a disposizione dallo Stato per l’acquisto di auto termiche a basso impatto ambientale e ibride, quelle con emissioni di CO2 comprese tra i 61 e i 135 g/km. Mentre i fondi destinati alle auto elettriche e ibride plug-in ammontano ancora a 390 milioni: sono 187 milioni per le vetture a batteria (fascia emissioni 0-20 g/km di CO2) rispetto ai 220 milioni stanziati; e 202 milioni su 225 milioni iniziali per le ibride ricaricabili (fascia emissioni 21-60 g/CO2).

Queste ultime categorie di veicoli non sembrano trovare il favore del mercato, complice anche l’esclusione delle aziende dal beneficio degli incentivi in questione. Salvo rimodulazioni dei fondi – il legislatore ha previsto di poterli trasferire dalle categorie 0-20 e 21-60 alla più gettonata 61-135 g/km se il mercato lo richiedesse – bisognerà aspettare il 2023 per avere altre risorse economiche dedicate all’acquisto delle vetture con emissioni tra i 61 e i 135 g/km di CO2, le più richieste.

“Data la situazione comatosa del mercato dell’auto, il Paese non può permettersi che lo stanziamento per le auto con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi al chilometro e da 21 a 60 grammi al chilometro resti poco utilizzato”, commenta Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, che propone di unificare gli stanziamenti per gli incentivi.

“La soluzione per tener conto delle esigenze del mercato in questa fase particolarmente difficile, rispettando pienamente l’impostazione fortemente ecologista degli incentivi consiste nel fare affluire in un unico stanziamento tutti gli stanziamenti residui e nell’aumentare fortemente il valore degli incentivi unitari per le auto con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi al chilometro e per quelli per le auto con emissioni di CO2 da 21 a 60 grammi al chilometro”, sostiene Quagliano: “Per essere efficaci nel contesto attuale gli incentivi unitari per le auto da 0 a 20 grammi al chilometro di CO2 dovrebbero essere aumentati del 100% e quelli per le auto da 21 a 60 grammi al chilometro di CO2 dovrebbero essere aumentati del 50%”.

Secondo Gianmarco Giorda, direttore generale dell’Anfia, “sarebbe meglio far accedere anche le flotte e le società di noleggio all’uso degli incentivi per l’elettrico e le ibride, così da rendere più appetibili i fondi”. Con i bonus sono state acquistate 85 mila auto con motore tradizionale a bassa emissione.

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