Domenica sono stati chiamati al voto in Schleswig-Holstein, il più settentrionale dei 16 Stati federali tedeschi circa 2,3 milioni di elettori. L’affluenza è stata del 60,1%, in calo rispetto al 64,2% del 2017. Il Land era guidato da una coalizione tra CDU, FDP e Verdi (detta Giamaica dai colori simbolo dei partiti nero-giallo-verde). Il voto ha sugellato un netto successo personale del quarantottenne governatore Daniel Günther che ha portato la CDU al 43,4%, superando le previsioni di pre-voto che comunque la davano in vantaggio al 38%. È un incremento dell’11,4% rispetto al 2017. Una percentuale quasi specularmente persa dalla SPD che è scesa al 16%, mentre i sondaggi pre-voto la davano quantomeno al 19%. Escono vincenti anche i Verdi, con a capolista la ministra delle Finanze Monika Heinold (63anni), che divengono la seconda forza del Parlamento di Kiel con il 18,3% (+5,4%) ed anche la SSW, il partito della minoranza frisona e danese, che, come unica forza etnica, non era sottoposto al blocco del 5% ma comunque lo supera e arriva al 5,7% (+2,4%). In flessione la FDP che col 6,4% quasi si dimezza perdendo il 5,1%. Non entra nel Landtag la AfD che calando dell’1,5% raccoglie solo il 4,4% dei voti. I Linke spariscono addirittura dai rilevamenti. Trentaquattro dei 69 seggi nel parlamento di Kiel andranno dunque alla CDU, 14 ai Verdi, 12 alla SPD, 5 alla FDP e 4 alla SSW.

Daniel Günther ha fatto campagna per altri cinque anni di coalizione Giamaica, le urne gli hanno consegnato i numeri per un bipartito con la possibilità di scegliersi il partner. Bernd Bucholz (60 anni) ministro dell’Economia, Trasporti, Turismo e Lavoro uscente della FDP, prima delle elezioni aveva anticipato che se il suo partito fosse divenuto superfluo per una maggioranza non sarebbe più entrato al governo; ma Günther ha dichiarato che condurrà colloqui con entrambi i partner. Ha assicurato di voler raggiungere i traguardi climatici promuovendo l’occupazione nelle nuove infrastrutture, salvaguardando al contempo l’eguaglianza sociale. Improbabile che se i liberali rinunceranno a proseguire l’esperienza di governo, voglia sostituirli con la SSW dell’ex marittimo Lars Hams (57anni) che è contraria ai terminal per il gas fluido, o scegliere come nuovo partner la SPD di Thomas-Losse Müller (49 anni), uscita perdente. In ogni caso quest’ultima non ha i numeri per proporre un’alternativa in una coalizione semaforo con Verdi e FDP.

Si potrebbe essere tentati di pensare che il partito cristiano democratico abbia usufruito del bonus di immagine per il recente viaggio in Ucraina a Kiev del capo federale Friedrich Merz, che si è presentato come uomo forte al fianco dei due fratelli Klytschko. In effetti Günther, pur dichiarando che i rapporti con il capo della CDU “si sono sviluppati” ed è stato importante il suo appoggio nella campagna elettorale, incarna però uno stile politico antitetico da Merz, più vicino a quello che era di Angela Merkel, non di aperto confronto e rigidamente conservatore bensì più alla ricerca dell’appianamento dei contrasti. In assoluto è tra i governatori più popolari. La società di rilevamento Infratest Dimap indica che il 75% degli elettori è soddisfatto con il suo lavoro e circa il 70% riconosce in lui un rappresentante moderno ed orientato al futuro, capace di conciliare posizioni diverse.

Per i sondaggisti il 54% degli elettori CDU hanno indicato che la sua persona è stata decisiva per il loro voto prima che il programma. La coalizione Giamaica ha avuto le carte in regola per il 76% degli elettori anche nella politica di contenimento della pandemia, e ciò persino per il 41% dei seguaci della AfD. Nel voto hanno avuto peso i giovani che già da 16 anni erano ammessi alle urne. I rilevatori Infratest Dimap hanno raccolto che nella fascia 16 – 24 anni il 25/26% ha incoronato i Verdi, il 22/23% la CDU e rispettivamente solo il 13 ed il 12% SPD e FDP. In generale mentre la CDU vede aumentare le preferenze al crescere dell’età degli elettori e meno univocamente anche la SPD, Verdi e FDP, ed in qualche misura anche SSW, presentano un bacino di preferenze di tendenza opposta.

Tra i temi dichiarati alla base del voto sono risultati in testa clima ed approvvigionamento energetico (a seconda dei sondaggi tra il 16 ed il 30%), quindi le infrastrutture (per il 18% secondo l’agenzia Forschungsgruppe Wahlen), l’aumento dei prezzi e l’inflazione (14%), traffico (al 13% per gli intervistati da Forschungsgruppe Wahlen) ed istruzione (dal 13 all’11%) e solo tra il 9% ed il 13% ha posto il conflitto in Ucraina. Questo si deve ricercare anche nella peculiare situazione della regione, dove l’energia elettrica è ricavata al 100% dal vento per lo più da parchi eolici in mare, e non ci sono stati forti cambiamenti nel clima politico. Per il segretario generale della SPD Kevin Kühnert anche se domenica non è stata “una bella serata” nella disfatta in Schleswig-Holstein non si deve cogliere un test per il Cancelliere, e per la collega Saskia Esken “è senz’altro un risultato deludente” ma nei tempi insicuri della guerra in Ucraina non è insolito che un capo di governo sia confermato nell’incarico. Anche il vice della FDP Wolfgang Kubicki indora la sconfitta, registrando che nel Land la maggioranza dell’elettorato è pur sempre conservatore e liberale, ed il ministro delle Finanze Christian Lindner (FDP) sottolinea che in effetti erano elezioni “di Günther”.

Il vicecancelliere Robert Habeck (Verdi) accoglie il verdetto delle urne come segno del successo nell’alleanza “tra forze conservatrici e moderne”, ed in sintonia con la presidentessa del partito Ricarda Lang, ripropone la partecipazione dei Verdi nel nuovo gabinetto regionale. Soprattutto la CDU di Friedrich Merz giubila e si sente ora col vento in poppa anche per le elezioni del 15 maggio in Nord-Reno Vestfalia, il Land più grande della Germania con 13 milioni di elettori. Dopo che Armin-Laschet ha gettato la spugna per aver fallito la conquista del cancellierato è pur sempre governato da una giunta tra CDU e FDP guidata dal governatore Hendrik Wüst. Il successo in Schleswig-Holstein per il segretario generale della CDU Mario Czaja è quindi un buon viatico, “mostra che i Governi a guida CDU individuano le giuste priorità”, ma Wüst alla vigilia ha un vantaggio di appena il 2% sulla SPD guidata da Thomas Kutschaty. Un testa a testa tra il 30 ed il 28%. Quand’anche il candidato di punta per i partner liberali, il ministro per la Famiglia ed i rifugiati Joachim Stamp, ed i concorrenti degli altri due partiti attualmente nel Landtag -la AfD di Markus Wagner e i Verdi capeggiati da Mona Neubaur – siano poi distaccati, la partita per la leadership nel nuovo Parlamento di Düsseldorf è aperta. Nei pronostici solo i Verdi potrebbero sperare in un risultato a due cifre (16%) ancorché partecipando ad un comizio a Wuppertal la ministra degli Esteri Annalena Baerbock domenica sia stata attaccata con lanci di uova. Non si è dimostrata impressionata e dopo l’episodio si è mischiata al pubblico per dei selfies. Già alla fine di aprile Robert Habeck era stato contestato a Dortmund.

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