Fra i tanti simboli della pandemia ci sono anche le tute bianche integrali indossate dal personale medico per il trattamento di pazienti malati di covid. Quelle stesse divise domenica sono state utilizzate in un luogo diverso dalla terapia intensiva: chi le indossava, al posto di stetoscopi impugnava pennelli e secchi di vernice bianca e nera. L’obiettivo era ‘ripulire‘ il palcoscenico del Teatro Continuo di Alberto Burri, nel centro di Parco Sempione, riverniciandone la struttura e le colonne vandalizzate da disegni, scarabocchi e graffiti. Lo scopo era duplice. Il primo, di stampo culturale, era invitare i partecipanti alla scoperta del Castello Sforzesco, della sua storia e architettura. Il secondo era di carattere sociale e riguardava la riqualificazione del Teatro stesso. Il progetto cui fa capo questa iniziativa è Ghe Pensi Mi ed è arrivato alla sua terza edizione. Gli ideatori sono i membri di WAU! Milano (We Are Urban), un movimento cittadino e culturale, patrocinato dal Comune, volto a promuovere la conoscenza di monumenti e luoghi storici della città meneghina, assieme ad azioni di pulizia e decoro delle aree circostanti.

Costituito da 7 tappe, con cadenza mensile, che vedrà la sua conclusione il 20 novembre, l’appuntamento presso il Castello Sforzesco ha inaugurato l’edizione del 2022 del progetto. Il prossimo sarà il 14 maggio, presso la basilica di Santa Maria delle Grazie, con il consueto binomio culturale-sociale. “Ogni nostra attività viene fatta su base volontaria, sia che si tratti dei partecipanti, sia che si tratti delle guide culturali – ha spiegato Andrea Amato, presidente di WAU! Milano, a ilfattoquotidiano.it – L’intento di Ghe Pensi Mi è mettere al centro la conoscenza della città, elemento essenziale per sensibilizzare sull’importanza di prendersi cura degli spazi urbani, di valorizzarli, e costruire anche una rete sociale tra i partecipanti, che hanno in comune questo senso civico”.

Una volta terminato il tour del Castello Sforzesco, incentrato sulla Torre del Filarete e la Piazza d’Armi, i partecipanti si sono diretti verso il Teatro Continuo, procedendo alla riverniciatura dello stesso, coprendo ogni atto vandalico effettuato sullo stesso. La devozione verso i luoghi riqualificati è un elemento che lo stesso Amato ha voluto precisare, asserendo che quello di WAU non vuol essere un intervento occasionale su un determinato spazio della città, per il quale una volta riqualificato non lo si consideri più. Ciò a cui il movimento punta è un mantenimento dello stato di conservazione dello stesso, per il quale, se dovesse essere necessario, ci sarebbe un ritorno al Teatro Continuo da parte degli stessi, per una seconda operazione di riqualificazione.

Accanto a Ghe Pensi Mi, i membri di WAU hanno ulteriormente dato il loro contributo con un progetto in parallelo: si tratta del plogging, un’attività sportiva volta a unire esercizio fisico con raccolta di rifiuti. Analogamente alla sua versione culturale, il plogging, organizzato in collaborazione con Adidas runners, prevede un calendario a cadenza mensile e diverse aree verdi disseminate per la città. “Uno dei nostri desideri è che si formino tanti WAU di quartiere, che raggruppino cittadini che si occupino del luogo in cui vivono”. Così ha concluso Amato, in un Teatro Continuo riverniciato da cima a fondo, per il quale le vecchie deturpazioni sono, per il momento, solo un ricordo.

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