Samuele Agarossi ha 19 anni, fa la quinta al liceo Scientifico di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. Il prossimo anno si iscriverà alla facoltà di Fisica: “Mi affascina lo studio della materia e delle particelle”, racconta. La sua passione di sempre, però, è il calcio: l’ha dovuto abbandonare quattro anni fa per via di alcune difficoltà motorie che non gli permettevano, racconta il padre di Samuele, Luciano, “di tenere in campo il passo dei ragazzi della sua età”. Ma Samuele non si è scoraggiato e grazie alla sua caparbietà e alla sua determinazione è riuscito a tornare sul campo di calcio, ottenendo il patentino da arbitro.

Tutto parte da un volantino. “Sul pullman, mentre tornavo a casa da scuola, ho letto che l’associazione arbitri di Cremona organizzava un corso”. Samuele si è iscritto, ha studiato tanto, ha superato il test medico e, come recita il comunicato dell’associazione italiana arbitri, “ha ottenuto il certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica rappresentando con orgoglio i nostri valori: conoscenza regolamentare, impegno, dedizione al servizio”. E alla fine è sceso in campo. Quattro, per ora, le direzioni di gara nella categoria Giovanissimi. La prima a fine febbraio. “Un percorso emozionante”, dice Samuele. “All’esordio, prima dell’inizio della partita, ero in panico. Una nuova esperienza fa sempre paura, nel mio caso poi…”. Il match era tra Esperia e Ostiano. “Durante la gara però la paura è passata e alla fine è andata bene: non si è lamentato nessuno”, sorride il ragazzo. Unica difficoltà: “Ritrovare fiato e forza nelle gambe”.

Sugli spalti, a guardare il suo ‘giovane fischietto’ arbitrare per la prima volta, c’era il papà Luciano. Emozionato. Ma soddisfatto, perché, spiega, “nonostante io e mia moglie fossimo inizialmente perplessi per la scelta di Samuele, non lo abbiamo ostacolato, anzi. Lo abbiamo assecondato perché vedevamo la sua volontà nel raggiungere l’obiettivo. Ed oggi Samuele ce l’ha fatta”. Ogni partita è un continuo miglioramento. “Sono sempre meno impacciato”, confida Samuele. Che si avvale di alcuni utili escamotage: annota gol, ammoniti, espulsi e cambi sul cellulare al posto che sul cartellino. Per le prime sei partite Samuele ha un tutor che segue la direzione della gara a bordo campo. “Quello di Samuele è sicuramente il primo caso del genere a Cremona, e molto probabilmente lo è anche a livello nazionale – confida Gian Mario Marinoni, presidente della sezione arbitri della provincia di Cremona. “Il ragazzo ha ricevuto l’idoneità fisica e, nonostante noi fossimo comprensibilmente titubanti, i miei superiori alla fine mi hanno detto: Samuele deve esordire”. E così è stato.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’insalata russa, la vodka e Dostoevskij non si vendono più. Addirittura c’è chi neanche russa!

next