La Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto portandoli in una forchetta fra lo 0,25% e lo 0,50%. Si tratta del primo rialzo dal dicembre del 2018. La banca centrale statunitense stima sette rialzi dei tassi di interesse nel 2022. La decisione di alzate il costo del denaro di un quarto di punto ha ricevuto 8 voti favorevoli e uno contrario. Il presidente della Fed di St. Louis James Bullard ha dissentito a favore di un aumento di mezzo punto. È il primo voto contrario a una decisione del board dal settembre 2020. Tiepida la reazione delle borse. A Wall Street l’indice S&P500 ha azzerato i guadagni di giornata dopo l’annuncio. Balza all’1,97% il rendimento dei titoli di stato decennali Usa con contestuale calo dei prezzi.

La Fed prevede una crescita americana al 2,8% quest’anno e al 2,3% nel 2023. Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi nel 2022 e nel 2023 al 3,5%, mentre l’inflazione è stimata quest’anno al 4,3% e il prossimo al 2,7%. Sono proprio i recenti aumenti dell’inflazione (al in negli Usa) a indurre la banca centrale a stringere la sua politica monetaria. Questo dovrebbe rallentare la corsa dei prezzi ma potrebbe anche causare contraccolpi sulla crescita economica. La guerra in Ucraina potrebbe creare ulteriori pressioni inflazionistiche e rallentare la crescita. Lo afferma la Fed al termine della due giorni di riunione. “L’economia è molto forte e la Fed prevede che continuare sulla strada dei rialzi dei tassi è appropriato”, ha detto il governatore Jerome Powell. “Le chance di recessione non sono particolarmente alte” ha aggiunto Powell, sottolineando che “l’economia americana farà probabilmente bene con una politica monetaria meno accomodante. Molti analisti hanno paventato di recente la possibilità di una recessione o di una stagflazione americana”.

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