La mancata telefonata tra Mario Draghi e Volodymyr Zelensky, raccontata dal presidente del Consiglio durante il suo intervento alla Camera sulla crisi nell’Est Europa, scatena l’irritazione del presidente ucraino. “Oggi alle 10:30 agli ingressi di Chernihiv, Hostomel e Melitopol ci sono stati pesanti combattimenti. Le persone sono morte. La prossima volta cercherò di spostare il programma di guerra per parlare con #MarioDraghi in un momento specifico. Nel frattempo, l’Ucraina continua a lottare per il suo popolo”. Sono ore drammatiche per l’Ucraina e per Zelensky, le truppe russe sono alla periferia di Kiev, l’avanzata continua e il capo di Stato ha chiesto a Mosca di negoziare. In queste stesse ore, peraltro, il capo di Stato ucraino si è lamentato con l’Europa che si sta muovendo molto lentamente. E poi c’è che sulle sanzioni decise dall’Ue manca proprio quella sul gas, per il veto di alcuni Stati e tra questi sicuramente l’Italia. Da qui si può spiegare il nervosismo di Zelensky.

Draghi nell’Aula di Montecitorio aveva raccontato del mancato colloquio con Zelensky proprio per sottolineare la drammaticità di queste ore. “Oggi, stamattina, mi ha cercato prima di venire qua, abbiamo fissato un appuntamento telefonico, per le 9.30, ma non è stato possibile poi fare la telefonata perché il presidente Zelensky non era più disponibile”. La risposta di Zelensky quindi è dovuta probabilmente all’irritazione per il fatto che Palazzo Chigi abbia rinviato la conversazione a un appuntamento telefonico, diventato impossibile in uno scenario che cambia di minuto in minuto.

In serata il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo ucraino Dmytro Kuleba hanno avuto un colloquio telefonico durante il quale l’esponente del governo di Kiev ha spiegato che tra Zelensky e Draghi c’è stato “solo un malinteso”. La questione – spiega il ministro – sarà risolta “rapidamente, organizziamo una telefonata”.

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