L’attacco di un commando dello Stato Islamico a un carcere curdo in Siria nel tentativo di liberare i prigionieri fedeli al Califfato si è trasformato in una carneficina. Il bilancio provvisorio parla infatti di 67 vittime in seguito agli scontri armati scoppiati nella prigione di Ghweiran, nella regione nord-orientale di Hasake, dove le forze curdo-siriane trattengono migliaia di terroristi delle Bandiere Nere catturati nel corso della riconquista dei territori settentrionali del Paese. E proprio dalle forze curde arriva la denuncia che un convoglio delle Forze Democratiche Siriane (Sdf) partito dal fronte di Tell Temir per dare supporto alle milizie impegnate a respingere l’attacco jihadista, “è stato attaccato e colpito da un drone della Turchia” che mantiene la propria influenza nell’area.

Secondo quanto si apprende dalle notizie diffuse dall’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, sono decine i terroristi che sono riusciti a fuggire dal carcere grazie al blitz dei loro compagni in armi, tanto che elicotteri americani stanno in questo momento sorvolando l’area circostante alla ricerca di circa 80 jihadisti in fuga. Dalle Sdf comunicano comunque che più di 89 fuggitivi sono stati di nuovo arrestati e che gli scontri stanno ancora andando avanti.

Tra le vittime, 23 sono membri delle forze di sicurezza curde e guardie carcerarie, 39 sono militanti e 5 i civili. Le violenze sono iniziate quando propri quest’ultimi hanno assaltato la prigione nella notte, ma gli scontri sono proseguiti anche stamani. I miliziani si sono arroccati in una zona di Hasake vicina alla prigione usando i civili come scudi umani.

Foto: pagina Twitter delle Syrian Democratic Forces

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