Si è pentito della frase gridata a Schettino? E qualcuno dei 32 morti poteva salvarsi? Sono tra le domande a cui risponde il senatore Gregorio De Falco, che all’epoca dei fatti comandava la sala operativa della Capitaneria di Livorno, intervistato dal caporedattore del Fattoquotidiano.it, Diego Pretini, a dieci anni dal disastro della Costa Concordia.

Una storia ormai chiusa: Schettino sta scontando la sua pena a 16 anni di reclusione, la nave non solo è stata rimossa (nel 2014) ma non esiste proprio più, i fondali del Giglio stanno recuperando oltre ogni più rosea previsione. Eppure quella vicenda è rimasta stampata nell’immaginario collettivo, ha creato si potrebbe dire una sua iconografia: la nave gigantesca appoggiata sul terrazzamento sott’acqua vicino agli scogli, il comandante che scappa, un’isola di mille abitanti che si ritrova a soccorrere una nave che contiene un numero di persone che è 4 volte tanto

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